Alla ricerca del ristorante perduto

Cena del secondo anniversario andata. La scelta del ristorante è stata come sempre difficile. I casi sono due: o vai sull’usato sicuro in un posto dove già sei stato, oppure tenti la novità.

Siccome nel ristorante che avevo pensato all’inizio Anna c’era già stata due volte (una con me e una con le sue amiche) ho deciso per la novità. Avevo solo un paletto: volevamo un posto all’aperto, per goderci questi ultimi sprazzi d’estate.

Quindi nel pomeriggio mi metto a smanettare googolando banalmente un generico “ristoranti con giardino Milano” e subito mi è apparsa la top ten del buon critico gastronomico del Corriere. In un paio c’eravamo già stati, quindi, togliendo dalla lista quelli in culo ai lupi per noi, la ricerca si è ristretta a tre o quattro posti.

Cerco pure le recensioni su Tripadvisor per essere certo di non fare brutta figura. Dai commenti entusiasti scelgo un ristorante di pesce in zona San Siro. Chiamo verso le 5 per prenotare un tavolo per due in giardino. “Risponde la segreteria telefonica: siamo chiusi fino al 30 agosto”. “Alla faccia della crisi!”, penso io. Eccaallà, tanta fatica per niente.

Così mi butto sulla seconda scelta. “Tuuuuuu tuuuuuu…. tuuuuuuuu tuuuuuu”. Non rispondono. Chiamo un paio di volte. Qui neanche la segreteria telefonica. Li mortacci loro.

Vada per la terza scelta. Mentre sono al parco con il gnappo chiamo un posto non troppo lontano da casa nostra. “Pronto?”. “Sì salve, volevo sapere se eravate aperti?”. “Sì vuole prenotare?”. “Ehm, sì, un tavolo per due in giardino per le 8 e mezza”. Tornato a casa mi butto a cercare recensioni perché da quello che avevo letto di sfuggita non erano il massimo. E infatti quasi tutte erano una stroncatura.

No, non posso fare brutta figura nel giorno del nostro anniversario di nozze! Mi riattacco al telefono e chiamo un ristorante che fa parte di una catena che avevamo già provato in diversi altri posti rimanendo sempre soddisfatti. Miracolosamente erano aperti. Prenoto il tavolo e subito dopo disdico l’altra prenotazione.

Ci hanno tenuto un tavolino in giardino, senza saperlo con anche lo spazio per parcheggiare il passeggino del gnappo. La cena è andata bene. Il pupo ha dormito un po’. In quei momenti mi sembrava di essere tornato ai vecchi tempi, quando eravamo fidanzati senza prole al seguito.

Poi il gnappo si è svegliato e abbiamo iniziato a parlare un po’ con lui per intrattenerlo. E’ stato bravo fino a quando siamo saliti in macchina. Lì è iniziato il pianto disperato per tutto il tragitto. Non si può avere tutto dalla vita. Direi che abbiamo già abbastanza. Anzi, pure troppo.