Eiaculazione precoce, cura per papà ingrifati

eiaculazione precoceC’era una volta un ragazzo di belle speranze che conobbe una ragazza bella e di belle speranze…

No, così la prendo troppo alla lontana. Non va bene. Rifo.

Ok, c’è un mio amico no, che, cioè, mi ha detto di avere un problema che prima non aveva mai avuto…

Vabbé dai, al “mio amico che mi ha detto” ormai non ci crede più nessuno. Non funziona.

Uff, eddai e parliamone serenamente di ejaculatio praecox, altrimenti detta eiaculazione precoce, ma anche, più amichevolmente, “Saetta McQueen”, “Flash”, “Speedy Gonzales”, “vengo subito”.

Le cose stanno così: dopo l’arrivo di The Second abbiamo gradualmente ripreso l’arte amatoria (più o meno con la frequenza del Panda Gigante che si accoppia tre volte all’anno) soffro di questo nuovo problema. E dico nuovo perché sinceramente quando la mia potenza sessuale era nel fiore degli anni (più o meno dai 20 ai 30 anni) non ne avevo mai sofferto. Anzi, era quasi un motivo di vanto riuscire sempre a soddisfare la mia dolce metà prima di raggiungere il mio happy end.

Negli ultimi mesi però le cose sono cambiate. Sarà perché le volte in cui si riesce ad avere un po’ di intimità sono calate drasticamente rispetto a prima, sarà che le tettone da latte della mia dolce metà hanno per me un fascino irresistibile, oppure perché davvero sto invecchiando. Ad ogni modo duro pochissimo. E ogni volta sempre meno. Arrivo a performance degne di un coniglietto che dura 30 secondi. Trenta secondi no, però rispetto ai bei tempi che furono (quelli con le pile Duracell per intenderci) la situazione è molto cambiata.

Forse è cambiata anche rispetto al post gravidanza (la prima) quando ci era voluto del bello e del buono (e soprattutto del tempo) prima di riprendere la beneamata copula. Allora c’era stata l’attesa del ripristino delle piene funzioni della gnappa nel post partum (naturale). Al secondo giro, con il cesareo, la gnappa è rimasta intonsa (e infatti il recupero è stato più veloce e indolore), ma vista la stanchezza atavica sia di Anna che mia, le occasioni per praticare il “dolce su e giù” si sono ridotte drasticamente.

Quindi, ogni volta che lei mi concede le sue grazie, sarà per l’emozione, ma più probabilmente per la voglia, che il fiammifero si infiamma subito. A volte anche saltando i preliminari per fare in fretta, sperando che il gnappo e The Second non si sveglino. Ad ogni modo il risultato è sempre quello e per me non è molto gratificante. E immagino lo sia ancora di meno per lei anche se, per fortuna,  la prendiamo sul ridere visto che ci conosciamo già da un po’ di anni.

Ecco, se l’avessi appena conosciuta mi preoccuperei non poco, perché comunque, per un uomo, l’eiaculazione precoce è un problema. E quindi anche se siamo una coppia ormai abbastanza rodata vorrei correre ai ripari. Credo che la soluzione migliore potrebbe essere solo una: farlo più spesso e soprattutto con più calma. Fosse facile. Oppure trovarmi un’amante, ma non avrei i soldi per permettermela e poi, visto il mio problemino, non credo che resterebbe a lungo.

Una volta ho sentito dire da un sessuologo ad un corso preparto che l’eiaculazione precoce è un retaggio ancestrale per la sopravvivenza della specie. Praticamente la riproduzione veloce serviva per non essere mangiati dai predatori che potevano sorprendere i malcapitati proprio mentre erano impegnati nell’attività a luci rosse e per questo inermi.

Noi non abbiamo nessun leone appostato dietro i cespugli per sbranarci, al massimo due piccoli hobbit nei loro lettini che si possono svegliare da un momento all’altro. Però forse il risultato è lo stesso. O forse sarà il seno da supermilf che mi attizza troppo. Oppure anche le posizioni, visto che ce ne sono alcune fisiologicamente ritardanti (tipo lei sopra e io sotto). Ma anche gli stratagemmi che una volta funzionavano adesso sembrano non fare più effetto.

Che poi più ci penso e peggio è. Ma comunque ve ne volevo parlare. Magari qualcuno ci è già passato e ha qualche consiglio o suggerimento. Forse l’eiaculazione precoce è un problema abbastanza diffuso, del quale però non si parla perché per l’uomo è ancora un tabù.