Rigurgito da neonato, quando il bimbo fa l’esorcista

Da un po’ di tempo una nuova espressione corporale si è impadronita del gnappo. Il rigurgito. Praticamente quasi dopo ogni poppata (che nelle ultime settimane sono molto migliorate a dir la verità, molto più “sostanziose” e senza più ragadi) scatta il vomitino bianco.

Si va dal “rigagnolo lungo la spalla di Anna” al getto furente tipo l’Esorcista. Quando è davvero in forma il pupo riesce a unire entrambi i tipi: sbrodolata lungo la schiena della mamma che, essendo vestita in casa quasi sempre di nero ormai sembra una zebra, e pozzanghera di latte semi-lavorato per terra che io prontamente cerco di asciugare.

Il gnappo ad ogni rigurgito sembra stupito. Non riuscendo a sputarlo tutto, se ne tiene un po’ in bocca. Povero! Sembra quasi che dica: “Questo è mio, me lo rimangio io!”.

La scena, per i più schizzinosi, potrebbe essere abbastanza forte. Noi, dopo i primi imbarazzi iniziali, ci abbiamo fatto l’abitudine. Puntualmente poi, i getti più consistenti avvengono subito dopo il cambio di tutina. Un classico, come la cacca dopo il cambio di pannolino.

Ora Anna teme che possa rigurgitare di notte e si soffochi. Così lo teniamo un po’ più su con la testa. Sperando di non doverlo legare al letto dopo averlo visto camminare “a ragno” giù per le scale. Tranquilli, in casa non abbiamo scale.