Museo di San Siro, la nostra visita nel tempio del calcio

sedie stadio san siroPrima di partire per le vacanze ho cercato di continuare la sporadica tradizione del “ogni tanto posso portarmi in giro anch’io i pupi da solo e liberare per qualche ora la mia dolce metà”. E siccome di passare due ore al solito parchetto non ne ho mai una gran voglia, li ho portati a vedere il museo dello stadio di San Siro.

“Ma perché portarli a vedere San Siro, quando tu, non sai nemmeno chi sia l’attuale allenatore dell’Inter o in che squadra giochi adesso Balotelli?”. Boh, così, perché ci va un sacco di gente, più che alla pinacoteca di Brera per dire (sigh). E poi al gnappo il pallone piace e mi sembrava giusto fargli vedere un posto dove il papà probabilmente non lo porterà mai, ma sicuramente i genitori dei suoi amici, ai quali volentieri lascerò sia lui che The Second la domenica, sì.

Così ci siamo fatti un giro tra i trofei e vecchie maglie di Milan e Inter esposti al Meazza e ci siamo anche concessi una visita guidata all’interno dello stadio.

Prima di arrivare alla biglietteria ci siamo fatti un bel giro sulla nuova metropolitana lilla, la M5, che, va detto, è veramente molto figa. A parte l’aria condizionata a manetta, ha due cose particolarmente apprezzabili: 1) è antisuicidi, visto che le banchine di attesa sono chiuse con porte a vetri che si aprono quando arrivano i treni. 2) non avendo il guidatore, ci si può mettere davanti e vedere i binari.

Noi ovviamente ci siamo messi in prima fila e ho detto al gnappo che era lui a guidare il treno. Il giro gli è piaciuto. The Second invece guardava il fratello che potrebbe anche avere un futuro come autista dell’Atm.metropolitana 5 bimbi

Poi ci siamo fatti una mega camminata sotto il sole fino alle biglietterie, il grande sul suo inseparabile monopattino, il piccolo sempre nel passeggino. Davanti a noi un deserto di asfalto caldo e dal penetrante odore di bitume.stadio san siro bambini

Già dall’esterno si sentivano rumori di ruspe, martelli pneumatici & co. che davano abbastanza fastidio. C’erano dei lavori in corso dopo l’ultimo concerto di Tiziano Ferro e tutta l’erba era stata rimossa. Il rumore di sottofondo per tutta la visita non è stato proprio piacevole, ma ce ne siamo fatti una ragione.

Poi siamo entrati nel cuore del Meazza, visitando gli spogliatoi di Milan e Inter.spogliatoio del milan

Il primo, quello del Milan, dicono che l’abbia progettato Berlusconi. Ogni giocatore ha la sua poltrona e nessuno si può guardare in faccia. Abbastanza individualista come concezione di “squadra”.

Da notare, oltre alle poltrone da astronave un baraccone al centro che raccoglie le maglie sporche dei giocatori. Praticamente è il loro cestino della roba sporca camuffato con il logo del Milan. Chi lavi e stiri le maglie non è dato saperlo. Non credo però siano le mamme dei calciatori.spogliatoio milan san siro

Cestone della roba sporca del Milan

Cestone della roba sporca del Milan

Poi siamo andati in quello dell’Inter, che è un po’ più classico, almeno nel mio immaginario individuale di quello che dovrebbe essere uno spogliatoio.spogliatoio inter san siro

Dopo il giro negli spogliatoi siamo saliti a bordo campo. E lì, nel vedere il gnappo sui gradini che fanno i giocatori prima di una partita un po’ di emozione c’è stata. A lui giocare a pallone piace molto e, devo ammettere, è anche molto bravo per la sua età. Ha una mira pazzesca e tira certe fucilate notevoli.

Non ho il sogno di avere un figlio calciatore, anzi: Ma se dando calci a un pallone uno dei due mi portasse a casa qualche soldo ed estinguesse il mio (e quindi anche il loro) mutuo, why not? Sempre meglio che lavorare insomma… E poi oh, attorno ai calciatori gira sempre della gran gnocca. Ebbuttala via…ingresso stadio san siro

Vedere San Siro per la prima volta dal vivo (shame on me!) è stato notevole. Peccato per l’erba. Sembrava un mega campo di patate, ma gli vedere gli spalti dal basso ha fatto comunque effetto.stadio san siro visita con i bambini

stadio san siro visita guidata

Siamo poi entrati nel museo vero e proprio. Non un granché a dir la verità. Piccolo, su due piani, con un odore indefinibile all’interno e un sacco di teche con cimeli vari, maglie, riviste, foto, palloni, scarpe vecchie (“Ma come, quelle erano le scarpe di Mazzola!” Esticazzi…).museo san siro visita

Per questa foto c’è voluto del bello e del buono perché il gnappo non voleva avvicinarsi a Rijkaard e a… (ehm, mi sfugge chi sia l’altro, forse Matthäus?).museo del milan e inter con i bambini

E dopo il girètto (detto con “e” apertissima come direbbe il gnappo, che dalle sua maestre ha preso un accento milanese che più milanese non si può. Io e Anna ancora non ce ne capacitiamo) siamo tornati bel belli alla metro. Ovviamente urlandogli dietro perché con quel suo monopattino lì non si allontanasse troppo. Ma figurati se la capisce.parcheggio san siro stadio

Chissà quei due per quale squadra tiferanno. Se Inter o Milan, con un padre che da piccolo era juventino. Oppure faranno scelte borderline tipo il Torino o la Fiorentina. O magari l’Udinese o il Sassuolo.

Chissà se con un padre così agnostico in fatto di calcio diventeranno ultras della curva. Non si può mai sapere.

Non so perché, ma parafrasando Bruno Cortona, l’indimenticabile Vittorio Gassman ne Il Sorpasso di Dino Risi: “A me il calcio non m’è piaciuto mai. Per carità, è uno sport antiestetico: ingrossa le cosce. Meglio il biliardo“. Il mio film preferito.