Le mamme non si possono ammalare

parlamentoIl parlamento dovrebbe varare una nuova legge: abolire il diritto delle mamme ad ammalarsi. Le mamme non si possano ammalare, hanno il dovere di stare sempre bene.

Lo dico perché Anna si è presa l’influenza con febbre alta. Il gnappo pure. The Second ha la tosse. E io anche. Ma noi due almeno senza febbre. Panico totale.

Lei è stata a letto tutto il giorno (povera). Quasi non si reggeva in piedi. Credo sia colpa del super tirata che ha fatto negli ultimi giorni, lavorando giorno e notte per una scadenza imminente. Quando tiri troppo la corda poi inevitabilmente a un certo punto si spezza e il fisico reagisce di conseguenza.

Così mi sono ritrovato di punto in bianco a dover disdire un appuntamento, chiamare al telefono le persone che avrei dovuto incontrare e passare tutto il giorno con un gnappo febbricitante (ma sempre simpatico) e un The Second in stato catatonico (forse dovuto al paracetamolo che si è ingollato attraverso il latte della mamma e che gli ha fatto l’effetto di sonnifero).

Questi imprevisti mi riportano un attimo coi piedi per terra. Passare tutto il giorno con loro due in casa è da sclero. Lo fai per un giorno, due giorni, tre al massimo. Poi invochi il dio della febbre (cit. Zerocalcare) perché se ne vada e almeno uno dei due possa tornare all’asilo. Santo subito chi ha inventato il nido.

Ok, ci vuole un minimo di organizzazione (cosa che io non ho assolutamente). Ma non so come facciano certe mamme che, per scelta, rimangono con i bambini a casa fino alla scuola dell’obbligo. Le guardo più o meno come ho guardato la famiglia Anania sul palco di Sanremo. Ma come fate?!

Ho imparato che tutto il giorno in casa non passa più. Ma anche che certe cose si possono fare via telefono ottimizzando tempi e spostamenti. Adesso infatti il mio tempo è sempre più contingentato. Ma per qualsiasi motivo c’è sempre qualcuno che te la butta lì e ti chiede: “Dai, vediamoci uno di questi giorni/sere”. Eh…

Ora, io capisco che vedersi di persona è tutta un’altra cosa che parlarsi al telefono. Ma se togli il tempo per andare al lavoro, il lavoro in sè, altre rotture di scatole a cui per forza bisogna presenziare, tutto il resto del tempo (poco) andrebbe passato in famiglia (in teoria). E non è facile. Quindi meglio ridurre i “caffè” al minimo indispensabile e magari fare più telefonate. O chat su Skype, visto che la tecnologia c’è.

E comunque ribadisco: le mamme non possono ammalarsi. Devono essere sempre in forma. Perché senza di loro è un casino. La casa diventa un bazar. Il pranzo e la cena diventano un recupero degli avanzi della sera prima. Il tempo non passa più. Insomma, la mamma è sempre la mamma. E quando è ko è un casino vero. Non so perché… In questo non c’è parità. Se mi ammalo io il mondo va avanti lo stesso. Se si ammala lei, bè, un po’ è il panico e alzo subito bandiera bianca.

Così per domani ho chiamato la task force: arrivano i nonni. Speriamo sia solo un blitz e che la febbre se ne vada. Perché altrimenti c’è da chiamare una baby sitter h24. Oppure prendere le ferie.