Il mio Capodanno, con un po’ di suspence…

Capodanno è tempo di bilanci… No per carità, basta menate sulla fine del 2011 di crisi, sulle speranze per il 2012 di ripresa. Ogni anno è fatto dai singoli giorni che viviamo. Ad ogni minuto ci succede qualcosa, di bello o di brutto, c’est la vie. Parafrasando Alfred Hitchcock penso che “la vita è un film le cui parti noiose non sono state tagliate”.

Arrivo al dunque: tutta questa tiritera è per parlare della mia notte di Capodanno che anche quest’anno passerò lontano da Anna. Lavorerò, perché mi piace, e per guadagnare un po’ di soldini che in una sola sera mi danno la possibilità di pagare quasi mezzo mese di affitto. Il che proprio schifo non fa.

Per essere onesto con me stesso devo dirla tutta: è diventata anche un’abitudine visto che è ormai da 8 anni che mi chiamano “alle armi” in un locale per il veglione e mi sembra un appuntamento fisso al quale non posso mancare.

Quest’anno però è un po’ diverso. Lei è incinta, al termine manca poco e la rottura della acque è sempre in agguato (anche a Capodanno).

Loro se ne fregano. Sul più bello… splash! E hai voglia a spiegargli che nella notte di Capodanno i bambini è meglio che non nascano. Almeno per non comparire nell’immancabile servizio dei Tg regionali fatti dagli ospedali sui primi nati dell’anno. “Il gnappo, il primo nato del 2012. Il papà è a cazzeggiare”, già mi immagino il titolo.

No, no, dai… Aspettate ancora un pochino a rompervi care fresche e dolci acque… Fatelo per il papà che se manca all’uscita del pupo la mamma glielo rinfaccerà per tutta la vita!! Dai, che tanto secondo il countdown della ginecologa, manca ancora qualche giorno. E poi tutti dicono che al primo figlio si ritarda sempre di qualche giorno. E poi la luna: dovrebbe cambiare intorno al 9 gennaio, tutti lo sanno che si partorisce col cambio di luna… Dai, non fate chiamare il taxi alla mamma da sola, non fatela partorire in ospedale abbandonata con me lontano manco fossi in guerra, non fatemi sputtanare a vita per il padre sciagurato che sono…

Coda di paglia? E certo. Incoscienza? Sicuro. Follia? Un pizzico. Demenza senile avanzata? Sì, non lo nego. Una santa donna vicino che mi lascia sempre libero in tutto, anche nelle cavolate? Senza dubbio. Un tentare la fortuna? Ecco quella ci vuole proprio.

Incrocio le dita, che il 2012 ce la mandi buona e soprattutto che “ce lo mandi” dopo il due gennaio. Buon anno a tutti, con un po’ di suspence.