La fondue

Questa volta io non c’entro. Anzi, per fortuna che me ne sono accorto. La colpa è tutta di Anna. Perché è distratta. E non dite che è perché non dorme, perché ieri notte il gnappo si è fatto una tiratona no stop. Stamattina, dopo averlo portato all’asilo torno a casa. Faccio la doccia e mi corico un po’ sul letto prima di andare al lavoro. Lei era nella cameretta sul pc a lavorare. Volevo fare un mini pisolo, ma appena chiudo gli occhi sento un odore strano. Tipo qualcosa che brucia. Apro la finestra ma da lì non viene.

“C’è puzza, la senti tu?”, le dico ad alta voce da una stanza all’altra. “No”, mi risponde. Così come un cane da tartufo mi metto alla ricerca della fonte dell’odore. E mentre faccio per andare nel corridorio sento lei che urla: “Uhhh! Merda!!”. In cucina l’aria è irrespirabile. C’è la nebbia. Sul fuoco il pentolino che usiamo per scaldare l’acqua sembra un braciere. Escono delle fiamme. Anna prende al volo la bottiglia dell’acqua e le spegne. Dentro i poveri resti dei due ciucci del gnappo. Carbonizzati.

IMG_6508-1000Non ho parole. Quelle che ho è meglio che non le dica. Aveva messo lì i ciucci per sterilizzarli alle 9. Quando ce ne siamo accorti erano le 10 e un quarto. L’acqua era tutta evaporata. E quello che restava era una fondue di succhiotti. “Poveri ciucci del gnappo!”, ha detto lei mortificata. Io più che dei ciucci fusi mi preoccuperei dell’incendio che una distrazione del genere, se ci fosse andata di sfiga, avrebbe potuto provocare. Per far andare via la puzza abbiamo dovuto aprire tutte le finestre per un’ora, tipo Colosseo. Fuori c’erano 7 gradi e i pinguini che facevano a gara per entrare in casa. Vabè, tutto è bene quel che finisce bene. I ciucci si ricomprano, la puzza esce. Col fuoco invece non si scherza. Mannaggia.IMG_6511-1000