Il complesso di Edipo

complesso di edipo“Vuoi più bene al papà o alla mamma” è una domanda che non si dovrebbe fare. Ma io me ne frego e al gnappo l’ho fatta lo stesso. La risposta è venuta da sé. E il prescelto non ero io, giustamente.

In questo periodo Momo ha il rifiuto del papà. Nell’ordine io non posso: baciare la mamma, baciare lui, chiedergli un bacino, contraddirlo. Posso solo giocare. Per giocare il papà va sempre bene. Ma siccome io sono bastardo inside, la mamma cerco di baciarla lo stesso e muoio dal ridere nel vedere lui che mi sposta la faccia con la mano.

A volte sbaglio, tipo quando parte la sfilza infinita di “è mio!”, “no è mio!”, “è mio!”, “no è mio!”. Ma anch’io mi potrò divertire in qualche modo no?!

So che non è educativo e che dovrei fare il papà e non mettermi al suo livello. Ma provocarlo mi piace. Anche farlo arrabbiare. Su cose stupide ovviamente. Ma il suo essere bastian contrario a livelli esponenziali (la sua fase no è sempre al top) lo prendo sul ridere. Inutile arrabbiarsi, tanto vale provocarlo e riderci su.

Però ogni tanto vengo anche apprezzato. Tipo ieri pomeriggio, quando l’ho portato al parco Sempione in bici, prima sui giochi e poi sul trenino. Non vedeva l’ora di tornare a casa e raccontarlo alla mamma. “Ciuf ciuf!!” è stata la prima cosa che le ha detto quando l’ha vista.

E dopocena mi è venuto in braccio, si è fatto sbaciucchiare senza opporre resistenza ed era anche abbastanza coccoloso. Prima di andare a ninna mi ha anche mollato un bacino. Miracolo!

Ma le nostre scornate sono epiche. Un capricorno contro un toro, figuriamoci. Il meglio è quando mi manda via oppure a ninna. “Papà, a ninna!!” è il suo ordine perentorio. “Papà bia!” (parla come gli spagnoli, che usano la b al posto della v…). Il tutto condito da morsi, testate, schiaffi, calci negli stinchi. Eh sì, sono il suo sacco da kick boxing preferito.

Poi quando esce di casa si trasforma. E al parco le prende da tutti. Come se non fossero bastate le botte dell’altro giorno, ha collezionato un morso sulla mano dal suo migliore amico (vatti a fidare tu, degli amici) e dei pugni in testa da un altro bambino più grande sullo scivolo. E non riesce a reagire, nonostante gli abbia dato il via libera.

In compenso si esercita su di me, con ottimi risultati. E’ riuscito anche a infilarmi un dito nel naso rompendomi un capillare: epistassia allo stato puro. Scena splatter con sangue ovunque sul pavimento e gnappo quasi soddisfatto. Pianto a dirotto solo dopo la cazziata della mamma. Le dita nel naso (degli altri) e le mani in bocca (sua) sono tra i suoi passatempi preferiti.