La fortuna di avere i nonni (lontani)

In queste settimane stiamo collaudando il servizio “pronto intervento nonni“. Quando io sono al lavoro e c’è bisogno di qualcuno per accompagnare A. e G. al consultorio o andare a fare qualche commissione per la casa nuova (metterò le foto delle demolizioni già fatte, il cantiere è aperto) possiamo fare affidamento su di loro anche se  abitiamo un po’ lontani (70 km i miei e 160 i suoi).

Ieri sono venuti in tre. Mio suocero che è andato con Anna a fare i giri alla casa nuova. I miei a casa col pupo. Io al lavoro. Tutti contenti. Tranne mia suocera a cui mancano ancora tre anni alla pensione e che avrebbe voluto tanto essere con noi, ma purtroppo le tocca ancora tirare un po’ la carretta.

Abbiamo pranzato insieme. Affidandoci sempre al “catering” delle nonne, nel più classico stile “ognuno porta qualcosa”. La macchina organizzativa ha funzionato. Ed è stato anche un bel momento. Sembrava quasi un’anticipazione del Natale, che, forse, nonostante il mio giramento di balle fisiologico, non si prospetta poi così male.

Alla sera ho sentito i miei per ringraziarli. Erano felicissimi. Dicono che il pupo “vien su bene” che “è bravo” che “è bello”… Nonni al 100% insomma, rincoglioniti al punto giusto dopo l’arrivo del nipote. La mattina li abbiamo lasciati soli e indisturbati con lui. Avrei voluto vederli. Soprattutto mio padre. Quando ci siamo tutti infatti lui si trattiene un po’ dalle coccole al gnappo. Ma lasciarli da soli è un’altra cosa e sicuramente si sarà lasciato andare. Se lo meritano proprio. Pur con i loro normali difetti sono due ottimi genitori e ora due bravissimi nonni. Mi sento molto fortunato.