Perdere il lavoro dopo il parto, l’albero di Valeria

Bosco di FedeValeria ha un bimbo di 10 mesi e ha perso il lavoro quando era in maternità. Dopo essere diventata mamma, nonostante tutta la felicità che una nuova nascita può portare, ha passato dei momenti bui. Si è sentita annullata, è ingrassata, tutto per lei è diventato uguale. Valeria però ha fiducia nel futuro, sa che questa è una fase che passerà, che questo periodo nero che sta attraversando sarà presto solo un ricordo. In questo la sta aiutando molto il marito che la sostiene e l’ha coinvolta attivamente in alcuni progetti.

Ecco il suo albero-racconto.

Caro papà blogger,

     mi sono imbattuta nel tuo blog per caso, poco dopo essere diventata mamma e da allora ti seguo assiduamente perché mi piace come scrivi e da neo genitrice mi sono ritrovata in molti dei tuoi racconti. Il post che hai scritto mi ha toccata in particolar modo, per questo ho deciso di fare questa piccola intrusione nella tua vita, spero tu non me ne voglia per questo.

Il mio bimbo ha 10 mesi, e io ho perso il lavoro mentre ero in maternità con mio figlio praticamente appena nato.

Conosco bene la sensazione che si prova a stare a casa, facendo solo la mamma e la moglie, e ti giuro che per quanto possiamo adorare i nostri figli e voi mariti, dopo un po’ ti viene per forza da spararti in bocca. Le giornate diventano tutte uguali, non ci sono più sabati o domeniche, feste, ponti… Diventa tutto uguale. Aggiungici la preoccupazione per i soldi, avevo uno stipendio ottimo e rinunciarvi non è stato facile, dover chiedere al mio compagno anche i 5 euro per il pane e il latte era una cosa che mi uccideva dentro.

Spesso quando mio figlio dormiva piangevo, il mio compagno non si accorgeva di nulla e io continuavo ad affondare in un pozzo sempre più nero. Mi sentivo niente. Anna ti ha detto un barattolo vuoto, io a lui dissi che mi sentivo niente. Ero la mamma, la compagna, ma per me stessa non c’era più niente.

Non avevo un lavoro, un’indipendenza economica, mi sentivo anche in colpa perché avevamo problemi finanziari e io non potevo fare niente. Stando a casa sono ingrassata tantissimo. Non sono mai stata magra, ma sti mesi di inattività mi hanno rovinato, e so bene cosa vuol dire stare male col proprio corpo. Quando mio marito mi dice che sono bella non gli credo e quasi gli rido in faccia. So che lo sono per lui, ma non lo sono per me.

Tutto sto mega pippone per raccontarti che alla fine, quello che mi sta aiutando a uscire fuori da quel pozzo è la fiducia nel futuro. La convinzione che le cose miglioreranno, che è solo un periodo nero che passerà, che ritroverò la mia dimensione dove essere mamma, moglie e me stessa. E questa fiducia mi ha aiutata il mio compagno a ritrovarla. Facendo progetti con me per una casa nuova, per le vacanze che faremo l’anno prossimo…

Mi ha aiutata a pensare in prospettiva e le cose sono migliorate molto. Ho iniziato a uscire, a stare fuori in mezzo alla gente, anche solo a fare camminate lunghissime per non stare chiusa in casa. E soprattutto di’ ad Anna che non è sola, che ci sono tante donne che provano le stesse cose che prova lei e di non sentirsi in colpa.

Spero di non averti annoiato troppo, e scusa se ti ho scritto ma volevo solo offrirti un altro punto di vista su quello che hai scritto. Un abbraccio e in bocca al lupo!!

Valeria

Il Bosco di Fede vuole essere uno spazio dove camminare insieme, parlare lungo il sentiero, riflettere, potersi raccontare le gioie e le difficoltà della vita da genitori e della vita di coppia dopo un figlio. Se vuoi condividere anche la tua storia (anche anonima), come hanno fatto Valeria e Maria, scrivimi qui. Per far crescere il bosco serve anche il tuo albero!