Le mie seghe mentali pre natalizie

Approfittando dell’8 dicembre ieri abbiamo messo il naso fuori casa per andare a vedere le nuove Gallerie d’Italia a Milano. Carine. Era da una vita che non andavamo in un museo. Idem per cinema, teatro e ristorante. Per non parlare poi degli aperitivi. Non che mi manchino troppo a dir la verità. E’ da quando ho 18 anni che mi sento vecchio dentro, quindi dare un po’ di tregua al mio fegato e soprattutto al mio portafoglio non mi dispiace poi così tanto. La volpe e l’uva? Può darsi.

Prima che nasca il pupo andremo comunque fuori a farci una cenetta a due, così, giusto per festeggiare e ricordare per l’ultima volta i bei vecchi tempi. Chissà poi quando ci ricapiterà.

Tornati dalla passeggiata ci siamo buttati sul letto stravolti (lei molto più di me per il peso che si deve portare in giro, adesso fa un po’ di fatica a cammianare a lungo) e ci siamo guardati negli occhi. Eravamo solo noi due, in silenzio. Ed è stato bellissimo. In questi giorni stiamo cercando di assaporare il più possibile ogni momento di pace e tranquillità tra noi. Sappiamo che quando arriverà il gnappo sarà tutto più incasinato e soprattutto rumoroso. Un terremoto nelle nostre vite, ma ancora non sappiamo di che magnitudo sarà.

Ancora facciamo fatica a crederci. Ci sembra impossibile. Ora manca davvero meno di un mese e siamo in attesa dello tsunami. L’essere in due ci conforta. So che Anna sarà una mamma fantastica. Ma io non sono ancora pronto ca..o!! Non sono pronto ad avere in casa uno che attirerà su di sé tutte le attenzioni, che avrà bisogno di tutto, che assorbirà totalmente le nostre vite. Ci saremmo fatti volentieri un altro paio d’anni da “sposini” e invece… ecco l’inaspettato irrompere nelle nostre vite. “La vita è come una scatola di cioccolatini… non sai mai quello che ti capita”, direbbe Forrest. Per fortuna è una cosa che tutti dicono essere bellissima. Io lo saprò tra un po’ se è davvero così.

Qualche flash qua e là:

1) Anna sta facendo la borsa per l’ospedale con i vestitini, body ecc. Minkia ne ha più lui, che non è ancora nato, di me! Si può?

2) Sulle buste dei vestitini da dare alle ostetriche non abbiamo ancora messo il suo nome visto che non lo abbiamo ancora deciso, ma solo il mio cognome. Il mio cognome??!! Ma perché dovrei dargli il MIO cognome? Quello sono io! Cioè, fatemi capire, lui si chiamerà col mio cognome? Sono ancora scioccato. Non ho ancora ben realizzato.

3) Ieri abbiamo un po’ litigato perché lei voleva comprargli il suo primo “gioco”. Un pupazzetto Moulin Roty da mettere nella culla. “Ma scusa, aspetta che nasca!”, le ho detto. E poi “20 euro per un pupazzetto di pezza?! Ma siamo matti?”. Mi ha piantato il muso per una mezz’ora. Certo che le donne hanno iscritto nel dna la voglia di “shopping, acquisti, scarpe, trucchi, borse cose inutili”.

4) Tornando a casa dopo la pausa riflessiva sul lettone si è messa a fare per la prima volta dei biscotti. Bene, siamo sulla buona strada.

Il tutto in questo clima pre natalizio, che, come ogni anno, mi porta un fisiologico giramento di balle. Speriamo che lo gnomo non salti fuori a Natale. Potrei infiocchettarlo e metterlo sotto l’albero. Oppure l’alternativa è noleggiarlo per qualche presepe vivente, ovviamente dietro lauto compenso. Visto il mutuo che arriverà tra poco dovrò pure metterlo a reddito quel ciuccialatte a tradimento.