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La canzone degli elefanti

canzone elefanti

Un elefante, si dondolava…

Io non so in quanti conoscano la canzone degli elefanti.

Io me la ricordo fin da quando ero piccolo.

E adesso The Second mi chiede di cantargliela prima di andare a letto.

Però non so se tutti la conoscano tutta.

Tutte le strofe intendo, di questa poetica canzone per bambini.

Non sapendo se su internet si trovi la versione integrale della canzone, a beneficio di chi volesse impararla tutta a memoria, la pubblico qui.

Di quante strofe è composta? Per scoprirlo basta andare in fondo!

Ah, se commenti alla fine potrò sapere se ti è stato utile conoscere tutte le strofe e se ti è piaciuta nel caso tu ancora non la conosca nella sua versione integrale.

Nota Bene: queste sono più o meno tutte le strofe che devo cantare a The Second prima che si addormenti.

Strofa più, strofa meno.

Buona lettura, partiamo da un elefante….

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San Valentino è ancora la nostra festa?

Ciclo dell'Hype amore a san valentino
Ciclo dell’Hype amore, by VdP

Ieri era San Valentino. Che, per la cronaca, sarebbe la festa degli innamorati, e non solo la festa dei fidanzati.

La domanda sorge spontanea (e me la sono fatta ieri sera, in scooter, mentre andavo di corsa a un aperitivo per festeggiare il compleanno di una cara amica).

San Valentino è ancora la nostra festa?

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Eh niente…

Magritte-Decalcomanía… mi ritrovo alle 9 di sera, nel silenzio, a chiudere tutti gli arretrati prima di andare in vacanza. Sono già arrivate le vacanze. E la mia lista delle cose da fare è ancora tutta lì, più o meno. E io sono qui, più o meno…

Quasi tutti i buoni propositi 2017 sono andati a farsi benedire. E’ stato bello farli. Un po’ meno lasciarli sulla carta. Ma va bene così.

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Doppio tocco

cappello fine asilo nidoL’altro giorno eravamo lì, in sala parto, col gnappo che per la prima volta si attaccava alla tetta. E il giorno dopo avevo in braccio The Second, lungo due spanne e mezzo, in bracci mentre ricucivano la pancia di sua mamma.

Oggi ci ritroviamo che uno ha già finito il nido e l’altro ha fatto la recita e l’anno prossimo sarà il suo ultimo anno di asilo.

Mi dite nel mentre cosa è successo? Come è successo? Perché è successo? Ma soprattutto, quando è successo?

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Il nostro decimo baciversario

inseparabiliDieci anni fa, in questa notte tra il 21 e il 22 dicembre, io e te ci davamo il primo bacio. Avevamo dieci anni di meno. Eravamo senza mogli, mariti, figli, fidanzati o fidanzate. Eravamo a una festa e tu eri anche un po’ ubriaca.

Io ero molto più simpatico di come sono ora, lo ammetto. Tu più o meno, sei sempre la solita, anche se, ammettilo, mi rompevi meno le balle. Non è che adesso tu me le rompa tanto. Solo un po’ meno di adesso.

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Come formiche

formiche

Non è che abbia molta voglia di scrivere. Però mi devo anche sforzare un po’, perché a volte basta poco per recuperare. Bisogna farsi un po’ di forza ogni tanto. Riprendere e riprendersi. Da cosa poi non si sa. Perché se si sapesse sarebbe già un passo avanti e tante seghe mentali non ci sarebbero. Almeno credo.

A volte è come se non avessi più lo stomaco o l’intestino. Come se ci fosse un buco. Che non riesci a riempire. E’ quel senso di insoddisfazione che ti fa ancora di più incazzare perché di ragioni per essere soddisfatto ne avresti mille. E questo ti rende ancora più apatico.

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Tess Masazza e gli anni giusti per andare su Youtube

tess masazza nuda

Chi è Tess MasazzaFino a due giorni fa, chiesto così su due piedi, proprio non lo avrei saputo. Poi grazie a Simona che ha condiviso un suo video su Facebook sono stato illuminato. Tess Masazza è una blogger diventata youtuber.

Una youtu che? Potrebbe chiedere mia mamma se mai leggesse questo post.

Gli youtuber sono un fenomeno che mi affascina e mi fa rosicare nello stesso momento. Perché mica lo capisco bene il successo degli youtuber io. Ho passato i 30 da un bel po’ ormai e sono già da rottamare. Ho una mentalità troppo basata sulla vecchia tv degli anni ’80 io.

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Il male esiste. La teodicea spiegata a mio figlio

Michelangelo,_Fall_and_Expulsion_from_Garden_of_Eden_00Succede così. Quando il gnappo si fa male se la prende con me. Ci mette un secondo a realizzare cosa è successo e poi all’inizio fa finta di nulla. Poi quando gli chiedo se si è fatto male inizia a piangere. Ma più dalla rabbia che dal dolore.

Poi si scaglia contro di me. Inizia a picchiarmi e a gridarmi “vai via!”. Anche se è lui che viene da me e non sono io ad andare da lui. Non riesco quasi mai a farlo smettere. Anzi, più gli chiedo se si è fatto male o cerco di alleviare il suo dolore lui si arrabbia ancora di più.

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Coming out

post it casa di giuliettaPrima di tutto grazie. Grazie a chi mi ha scritto, commentando o scrivendomi una mail, dandomi il suo punto di vista. Sapere come la pensano gli altri mi aiuta sempre molto, anche se poi ogni decisione è comunque personale.

Sono partito parlando di una scelta sulla mia partecipazione a un programma tv e siamo andati giustamente a finire sull’argomento “dire ad Anna del blog o no”. Le due questioni infatti, anche se diverse, erano abbastanza legate.

I commenti, su quest’ultimo dubbio erano tutti concordi. Meglio condividere con la persona a me più vicina che tenersi il diario “segreto” per sé. Nel week end ci ho pensato e mi sono deciso. Prima o poi, comunque, volevo dirglielo. Non mi volevo portare questo mio spazio personale (anche se condiviso con l’universo-mondo) nella tomba. Non sapevo quando, ma doveva succedere.

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Fenomenologia del divorzio, la lettera al de-genero

divorzio dustin hoffman kramerQuando ero in vacanza quest’estate, ho letto per caso la lettera di Annamaria Bernardini de Pace al genero, dal titolo “Caro genero degenerato, vai e non tornare“. Ora, come e perché l’avvocato divorzista più famosa d’Italia abbia avuto due generi kamikaze (uno è Raoul Bova di cui avevo già parlato qui, l’altro è il destinatario di questa lettera) rimane un mistero.

Tu, uomo testosteronico del terzo millennio, sai che vai a sposare la figlia di una che potenzialmente è in grado di levarti pure le mutande in caso di divorzio e che fai? Non solo metti le corna a tua moglie, ma ti metti contro una delle suocere che nessun genero al mondo vorrebbe mai vedere in tribunale. Bhè, non è proprio quella che si dice una volpata, ma per carità, il mondo è bello perché è vario. E poi oh, alla fine è una suocera come tutte le altre, anche se è capace non solo di vincere la causa in caso la separazione non fosse consensuale, ma anche di sputtanarti bellamente sui giornali.

Ed è appunto quello che l’avv. Bernardini de Pace ha fatto agli inizi di agosto chiamando in causa il genero adultero. La sua lettera dice già tutto. Aggiungo solo qualche nota a margine. Giusto per dare il mio punto di vista (assolutamente non richiesto) su un tema che chi legge questo blog sa che mi sta molto a cuore (giusto perché anch’io, da maschio testosteronico e viste le statistiche, per la legge dei grandi numeri, prima o poi ci potrei cadere dentro). Quindi cerco l’effetto catartico parlandone e cercando di chiarirmi le idee.

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Le cose più importanti della vita

into the wildSto scoprendo che le cose più importanti della vita non sono cose. Che i soldi possono aiutare, ma non fanno la felicità. E che anche se mi regalassero tutto l’oro del mondo, o anche il mondo intero, non lo cambierei mai con la vita che mi è stata regalata.

Mi rendo conto che ci sono cose che non si possono comprare: l’amore, la vita, la libertà, la salute, la felicità nostra e quella degli altri. E non possiamo fare granché per meritarcele. Possiamo solo accettarle come un regalo. Sono un dono più grande di noi, che non possiamo nemmeno esigere. Ci arriva gratis e senza poter fare granché per meritarcelo. Tutte le cose più importanti della vita sono gratis.

Sto cercando di impegnarmi a non giudicare, anche se non è facile riuscire a farlo. In fondo siamo tutti minuscoli atomi, tutti parte in un universo infinito. E il bello è che tutto l’universo è racchiuso dentro il nostro atomo. Sto provando anche a condividere le emozioni degli altri: essere felice per la loro gioia e triste per il loro dolore. Tornare poi a guardare la mia vita e constatare che la gioia è più grande di qualsiasi fatica.

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Maturità

maturità 2014Non li invidio, se non per l’età che hanno. Perché la Maturità è una delle prove più difficili che uno studente possa affrontare nella vita. Inizi a rendertene conto verso la fine del penultimo anno delle superiori. Ma è solo un pensiero lontano. Poi arriva il quinto anno e l’ansia inizia a crescere con i mesi che passano. Perché i prof da subito te la menano con la matura. Tutto il programma è finalizzato al mega esame.

Arriva giugno. Sei cotto, ma devi tenere duro. Le prove scritte sono le più difficili. Poi ci sono gli orali, ma già lì inizi a vedere la luce in fondo al tunnel. Anche perché dopo sarà tutto finito e ci saranno finalmente le vacanze, le più spensierate della tua vita. Allora non c’era Facebook e neanche Twitter o Instagram, né i telefonini che facevano i “selfie”. Preistoria.