Tess Masazza e gli anni giusti per andare su Youtube

tess masazza nuda

Chi è Tess MasazzaFino a due giorni fa, chiesto così su due piedi, proprio non lo avrei saputo. Poi grazie a Simona che ha condiviso un suo video su Facebook sono stato illuminato. Tess Masazza è una blogger diventata youtuber.

Una youtu che? Potrebbe chiedere mia mamma se mai leggesse questo post.

Gli youtuber sono un fenomeno che mi affascina e mi fa rosicare nello stesso momento. Perché mica lo capisco bene il successo degli youtuber io. Ho passato i 30 da un bel po’ ormai e sono già da rottamare. Ho una mentalità troppo basata sulla vecchia tv degli anni ’80 io.

Tipo stamattina quando ho scoperto che il sabato mattina fanno ancora Holly e Benji su Italia Uno mi sono commosso. Italia Uno… Preistoria.

Quando ero giovane io (ma veramente giovane) su Italia Uno si vedevano Jovanotti o Linus in un programma chiamato Deejay Television. Che è un po’ come per uno sbarbato di adesso vedere Favij, Sofia Viscardi, Daniele Doesn’t Matter, Fabio Rovazzi o, appunto, Tess Masazza.

Tess Masazza è stata l’ultima mia scoperta (alla buonora eh, ma ve l’ho detto, sono vecchio io…) durante il mio cazzeggio quotidiano in rete. (Dacci oggi il nostro cazzeggio quotidiano).

tess masazza piedi selfie

Tess Masazza

Ho visto qualche suo video e sono carini. Simpatici, ironici, montati bene. Certo, poi lei è anche giovane e gnocca, il che di certo aiuta. Però essere gnocca e riuscire comunque a far sorridere prendendo in giro il mondo femminile non è cosa da tutti. Devi avere anche un cervello.

L’altro giorno ero a pranzo con una mia amica 38enne.

“Guarda”, mi dice, “io non li capisco questi youtuber, eppure so che in quel mondo girano un bel po’ di soldi…”.

Benvenuta pure a te, cara. Ma che non ce lo sai che tra qualche anno nessuno guarderà più la tv generalista?

Che quella scatola che abbiamo in sala e che nei decenni ha assunto diverse forme, dal cubo allo schermo ultrapiatto, fino a curvarsi paurosamente passando dal LED all’OLED, diventerà presto un oggetto di antiquariato?

Che guarderemo i video solo dallo smartphone tra un po’? (E già lo stiamo facendo). Se non, peggio, diventando degli automi con gli occhialoni da realtà virtuale?

Non ti sei accorta che Facebook sta puntando a manetta sui video per metterla in quel posto a Google (che possiede Youtube) e che si stanno scannando a colpi di video tra Menlo Park e Mountain View?

E che Youtube e gli youtuber non sono altro che la tv che guardano i ragazzi adesso, proprio come facevamo noi guardando Alessia Marcuzzi a Colpo di Fulmine, Tamara Donà a Fuego e Daniele Bossari su Mtv? (A proposito, lo sai che Mtv ha chiuso i battenti e che noi non abbiamo più 16 anni vero?).

Ok.

Poi tre geni hanno inventato Youtube. E qualcuno sveglio ha capito che usando come si deve una piattaforma così ci avrebbe potuto anche fare i soldi avendo una popolarità che neanche Pippo Baudo. Soprattutto tra gli sbarbati.

Tra l’altro gli Youtuber più famosi non sono ragazzetti che si fanno i video con la webcam del proprio pc, ma sono delle vere e proprie star con tanto di manager e società di produzione con i controcazzi alle spalle.

E con i loro video, seguiti da centinaia di migliaia di persone (tutte verificabili dalle visualizzazioni che aumentano vertiginosamente) e il loro sapiente uso degli altri social, riescono a interessare centri media e aziende che decidono di investire in pubblicità non più sui media tradizionali, ma sui loro video messi in rete.

tess masazza hot

Tess Masazza

E’ Internet bellezza. E tu, anche non capisci il fenomeno degli youtuber, non puoi farci niente.

Anche i blogger ormai sono superati. Ci sono gli instagrammer che poi magari si aprono un blog per sfizio. Ma il guadagno ce l’hanno da Instagram, mica dal blog. O gli snapchatter (si chiamano così le star di Snapchat?). Ah, tra parentesi, io mica l’ho capito il senso di Snapchat. L’ho provato, giuro, ma non lo capisco. E mi incazzo, perché torno a ripetermi di essere vecchio.

Di essere come mia madre che non capisce che potrebbe anche fare la spesa al supermercato online senza sbattersi a portare pesi, ma lei “Internet” non sa come funziona e non vuole neanche imparare a usarlo il “computer”, quindi si fa venire l’ernia. Ben le sta.

Gli youtuber ormai sono corteggiatissimi dalle aziende. Soprattutto quelle che si rivolgono a un target ben specifico. Anche perché ormai i banner sono defunti. Adesso va quello che si chiama branded content, native advertising o marketing esperienziale/emozionale. Pubblicità occulta? Dipende dai punti di vista.

Tornando a Tess Masazza, la mia ultima scoperta, è normale vedere come in un suo video sgarzolino (chi dice ancora sgarzolino oltre alla mia prof. di fisica delle superiori?), di lei mezza nuda che si prova i costumi da bagno in camerino, appaia a un certo punto il brand di una nota marca di costumi. Che male c’è? E’ la pubblicità bellezza.

Idem se Favij parla di un certo videogioco o di un altro prodotto per adolescenti in piena fase ormonale (ecco, la fase ormonale è l’unica cosa che forse mi accomuna agli adolescenti). Sai che con lui vai sul sicuro. Altro che tv generalista. (Che se per tv generalista intendiamo la Barbara D’Urso, ci va di lusso con gli youtuber).

Alcuni potrebbero pensare che gli youtuber parlano di nulla. Altri che invece è storytelling. Altra parolina magica che tutti quelli del settore si mettono in bocca. Un po’ come “native” e “conversioni”.

Il comandamento è convertire. Ma non gli infedeli. La conversione non è quella di San Paolo sulla via di Damasco. E’ la base del web marketing.

Quindi adesso tutto si sposta su chi racconta storie. Chi ha un grande seguito. Chi riesce a “convertire”.

Ecco, io non so se riuscirò a convertirmi agli youtuber. In realtà io rosico, perché vorrei diventare io uno youtuber come loro. Ma di cazzate ne sparo già abbastanza in giro e poi non ho più l’età.

Mi immagino la maestra che chiede al gnappo: “Cosa fa tuo papà?”. “Mio papà fa lo youtuber”. Lo diranno i figli di Favij e Tess Masazza al massimo (non di loro due insieme eh, o magari sì, boh, comunque in generale…). Ma non i miei.

Ad ogni modo non c’è problema. Bisogna solo arrendersi e farsene una ragione di questo cambio dei media e dei messaggi (il medium è ancora il messaggio? Boh, e chi lo sa dove sta andando la comunicazione moderna, chissà se McLuhan si starà rivoltando nella tomba…) e non avere preconcetti.

Che male c’è se uno fa un video, lo mette in rete e ha successo? Nessuno, anzi. Mi spaventano molto di più quelli che giocano a Pokémon Go e rischiano di andare a finire sotto a un treno.

Perché anche Pokémon Go io mica lo capisco. Ma non ho gli anni giusti forse. Anche se i Pokémon c’erano anche quando ero più giovane e mi stavano sui coglioni fin da allora. Ma questa è un’altra storia, o, magari, un’altra moda.