Una nuova avventura sul tram per lo shopping tra uomini

L’abbiamo rifatto. Altro giro sul tram in due, questa volta però, vista l’esperienza dell’altra volta, ho messo il gnappo nella fascia. Riesco a portarmi dietro (quasi) tutto il necessario: borraccia con acqua nella tasca laterale sinistra, suo giochino da mordere nella tasca frontale destra, cappellino e chiavi di casa nell’altra, portafoglio e cellulare dietro, occhiali da sole in testa e ovviamente, last but not least, il gnappo nella fascia.

Non riesco a portarmi dietro un pannolino di cambio, ma spero sempre nella buona sorte che non la faccia quando siamo fuori. Finora ci è andata bene.

Così, leggeri e marsupiati, manco fossimo due protagonisti maschili di Sex and the City, siamo andati a fare shopping in centro. Prima a prendere le capsule della Nespresso che avevamo finito da mesi. Oltre all’escursione termica (30 gradi in strada e -18 nel negozio, speriamo che nessuno si ammali!) è imbarazzante la gentilezza con cui ti trattano i commessi. Praticamente ti salutano quando ancora sei in strada e si sprecano in un sacco di convenevoli. Talmente tanti che ti senti quasi preso per il culo.

Poi, tanto per fare quelli un po’ fashion e per vedere un po’ di gnocca, siamo andati a comprare le mie scarpe in via Montenapoleone.

Pensavo ci fosse la Minetti che vedono più lì che in consiglio regionale. Macché. Gli unici con cui ho scambiato una parola sono stati i due commessi gay del negozio di mocassini.

Al ritorno il pupo mi si è addormentato come d’abitudine sul tram e ha ronfato per tutto il viaggio. Vicino a noi due cinesi che si sono sedute in due sullo stesso sedile e ci spingevano verso il finestrino. Le possino. Comunque altro esperimento riuscito. Il gnappo quando è fuori con me è bravissimo. Anna che dice che invece con lei, dopo un’oretta, inizia sempre a piangere disperato. Per una volta, 1-0 per il papà.