Il bagnetto-waterboarding, si può sempre migliorare

Week end di visite da parte di nonni, parenti, amici. Quasi un pellegrinaggio a casa per vedere il pupo. Per fortuna, sabato, io e Anna* siamo andati da soli per piastrelle e abbiamo lasciato il gnappo coi nonni. Dopo aver finito i nostri giri, verso le 7 di sera, invece che tornare a casa volevamo quasi andare a fare un aperitivo in due. Poi, presi da alto senso di responsabilità, siamo tornati a casa.

Mia mamma ormai dice sempre che il gnappo è più bello e bravo di me. Ok, l’abbiamo persa. Se prima ingenuamente pensavo di rimanere io il suo preferito ora non ho più il minimo dubbio. Quel nanetto vestito da teletubbies color azzurro ha vinto la gara.

Sabato sera gli abbiamo fatto il bagnetto. Pratica nella quale dovremmo migliorare perché ogni volta qualcosa non va come dovrebbe. Lui poverino sta anche troppo bravo. Frigna un po’, ma poi smette. Il problema è il risciacquo.

Dopo la lavata nella sua vaschetta per togliergli il sapone di solito prendiamo una bacinella con un po’ d’acqua da passargli sulla testa. Per me è il momento più divertente visto che lo lava sempre la mamma. Ma il risciacquo è compito mio. Per fare il pirla scherzo sempre e simulo un finto battesimo. Con tono solenne inizio a dire: “Ego te baptizo in nomine Patris et Filii et Spiritus sancti”. (Il battesimo vero lo faremo a settembre, intanto mi piace fare la simulazione).

Peccato che l’ultima volta qualcosa sia andato storto. La bacinella era troppo piena e nel versargli l’acqua, mentre Anna lo teneva in piedi, lui ha buttato la testa indietro. Risultato: acqua negli occhi, in bocca, ovunque. Praticamente sembrava quasi un waterboarding, quelle torture che fanno nei carceri americani ai terroristi (o presunti tali).

Poverino!! Ovviamente si è messo a piangere a dirotto. E lì è scattata anche una reazione di Anna che mai mi sarei aspettato. Ha iniziato a piangere anche lei. Così, per empatia. “Perché piangi? Scusa non volevo, non ho fatto apposta”, ho detto. Lei non mi ha saputo rispondere. Lo ha visto soffrire e si è messa a piangere anche lei istantaneamente. Proprio lei, che di solito non piange mai! Incredibile, l’istinto materno!

Ok, prima che qualcuno chiami il Telefono Azzurro per torture da bagnetto, cercheremo le prossime volte di migliorare la pratica risciacquo. Non voglio più vedere due persone in casa piangere contemporaneamente!

*Oggi è il suo 30esimo compleanno. Come regalo se riesco le impacchetto il gnappo con tanto di fiocco in testa. Poi stasera, magari tentiamo la prima cena al ristorante in tre. Se non crolliamo prima…