Il lettino con la nuova sponda

lettino con nuova spondaC’è il precedente. E adesso sarà dura. Di notte ovviamente.

Una settimana fa il lettino del gnappo è stato così modificato: abbiamo tolto una delle due spondine e adesso è libero di salire e scendere da solo.

Ormai è cresciuto e quindi la gabbia (in teoria) non serve più. Poi, per non farci mancare nulla, visto che i cambiamenti devono arrivare tutti insieme per essere metabolizzati meglio (questa è una teoria di Anna, non mia…), gli abbiamo anche cambiato il cuscino. Quello antisoffoco che avevamo preso quando lui aveva pochi mesi è stato sostituito da un altro più “da grandi”.

Last, but not least (aganauéin, aoh, gli amerigani…), gli abbiamo tolto il ciuccio. Un altro punto di non ritorno.

Per i primi due giorni lui un po’ ha bignato, soprattutto quando doveva addormentarsi. Poi si è abituato. C’è da dire che fa più storie per il ciuccio con Anna che con me. Forse perché era lei che glielo dava più spesso. Oppure (e questa è una mia teoria) perché lui sublima il ciuccio con la presenza della mamma. (E che teoria è questa?! Boh, io l’ho detta, qualcuno la interpreterà….).

Ieri però c’è stata una novità. Quando già lo avevamo messo a dormire da un po’ e stavamo per spegnere la luce anche noi, verso mezzanotte, si è messo a piangere e un attimo dopo ce lo siamo visti arrivare in camera barcollando. Si è buttato sul lettone e, mentre Anna andava in camera sua a preparare la brandina per passare la notte in camera sua (avevamo già capito l’andazzo), lui si è infilato sotto le coperte.

Mi ha girato la faccia, mi ha guardato e mi ha detto: “Papààà, ninna!”. E in un nanosecondo (nano quanto è lui) si è messo sul mio cuscino a dormire. E’ il prezzo da pagare per la sua libertà dalla spondina del letto. Adesso può venire da noi quando vuole. E per la prima volta l’ha fatto.

Un pericoloso precedente. Soprattutto se arrivasse all’improvviso nel’ipotetico (molto ipotetico) momento “intimo” tra me e la mia dolce metà. Ok che non succede più con la frequenza dei bei vecchi tempi, ma non vorrei creargli shock infantili. Forse è meglio cercare le chiavi delle porte di camera nostra.