Allattamento al seno e allattamento naturale

allattamento al senoL’allattamento al seno è una mazzata. Almeno per noi. Dimenticatevi le immagini patinate da pubblicità con il neonato attaccato, con la mamma che lo guarda innamorata. La verità è un’altra.

Per entrambi i gnappi abbiamo scelto l’allattamento naturale per una serie di motivi: tutti ti fanno una testa tanta prima del parto “perché fa bene al bambino e alla mamma”, “perché il latte materno ha un sacco di proteine e anticorpi” manco fosse kriptonite ecc.

Quindi tu ti fai sue conti e dici: “Massì, proviamo…”.

La realtà a volte però può essere più dura di come te la raccontano.

Con il gnappo sapete tutti com’è andata. Lui non si attaccava bene, all’inizio ragadi su ragadi, ad ogni attaccamento, un dolore grosso per la mamma. Poi pian piano la situazione è migliorata, ma lui comunque di mangiare non ne voleva sapere e infatti era sempre sotto l’ultimo percentile.

Arrivati a 5-6 mesi, anche se le ragadi erano passate, ogni volta che doveva poppare era un’agonia. Si distraeva molto, del seno non gli interessava più di tanto (anche adesso mangia sempre un po’ svogliato). Poi, arrivato ai sette mesi, lo svezzamento è andato meglio del previsto e adios allattamento. Con il latte artificiale abbiamo provato, ma non c’è stato verso. Abbiamo cambiato un sacco di marche ma niente, lui lo rifiutava.

Però, per fortuna, prendeva il latte materno con il biberon e quando Anna doveva uscire per lavoro restavo in casa io con lui e lo allattavo con il latte scongelato dal freezer e la tettarella (anche qui ne abbiamo cambiate un sacco, ma poi, una volta trovata quella giusta, la pratica funzionava). Quindi Anna dopo i primissimi mesi è riuscita pian piano a recuperare un minimo di autonomia.

Con The Second sta andando peggio e meglio, a seconda dei punti di vista: niente ragadi perché lui si attacca bene. Ma ne chiede sempre un sacco, più di quanto lei riesca a dargliene. Di giorno e di notte. Più o meno ogni tre ore. Certe notti anche più spesso. Anna è stravolta.

Adesso il latte sta iniziando a diminuire. E si intuisce perché di notte va bene solo una poppata su tre visto che nelle altre due rimane ben poco da dargli. Anche il seno è più sgonfio rispetto a prima e The Second, giustamente, reclama il suo cibo. Sul perché il latte sia diminuito non ne ho idea. Ho capito che è una “cosa meccanica”, “fisiologica”, che se lui ne chiede il latte dovrebbe esserci. Ma per noi non funziona così. Anna è stanca, dorme pochissimo e di latte ne ha meno. Che faccio, noleggio una mucca o, ancora meglio, un’asina al suo posto?

Unica soluzione è percorribile al momento è l’introduzione dell’artificiale. Ieri ci ho provato io con tutta la calma e la pazienza del mondo. Niente, non lo vuole. E ha ragione lui, non io, ci mancherebbe altro. Però una via bisogna trovarla perché aspettare lo svezzamento (che visti i suoi tempi potrebbe arrivare anche in prima elementare) ci ridurrebbe a tocchetti.

Quindi ogni sera proveremo. Con calma, pazienza, amore, a infilargli quella maledetta tettarella in bocca, sperando che tiri giù qualcosa. Ieri l’ha usata solo come ciuccio. Ma non ne ha buttata giù neanche una goccia. Lo capisco, ripeto, ha tutte le ragioni del mondo. Non è colpa sua, ma qua stiamo abbastanza sclerando. Si potrebbe magari noleggiare una balia su internet. “BBB offresi balia con latte materno incluso”. Su Subito o Kijiji magari c’è, hai visto mai?

Detto questo, ho colleghi che hanno allattato i figli sempre con il latte artificiale e sono venuti su benissimo. Io stesso e mia sorella siamo stati allattati pochissimo al seno. Non voglio fare l’elogio del latte artificiale, ma neanche demonizzarlo. Noi, per due volte, ci siamo impegnati con l’allattamento naturale, ma se mai avremo un terzo figlio (cosa improbabile) si beccherà il biberon appena tornati a casa dall’ospedale. Un terzo allattamento sarebbe impossibile per Anna (e anche un terzo figlio, anche se io, gliela butto sempre lì che ci vuole la femmina, ahah).

Ora The Second è troppo abituato al seno materno e sarà quasi impossibile fargli cambiare le sue abitudini. Ormai è troppo tardi. La ragione sta dalla sua parte. Oh, poi al mondo esistono i bambini che vengono allattati al seno più o meno fino ai 6 anni senza nessun problema con tanto amore delle mamme. Esistono sì, ma non sono i nostri. Ne ho solo sentito parlare… Qua bisogna anche fare i conti con la realtà, oltre che con le teorie dei neonatologi/pediatri/puericultori e compagnia cantante.

Sicuramente il problema non sono i bambini, ma siamo noi. Me ne rendo conto. Ma nel mondo perfetto Anna sarebbe la mamma perfetta che accudisce amorevolmente il pargolo dalla mattina alla sera senza fare altro. Io il papà perfetto che aiuta la mamma e lavora cinque ore al giorno per poi passare il resto del tempo con la famiglia.

Nella realtà lei vorrebbe anche riprendersi un minimo di spazi. Io che lei non sclerasse. Anche se adesso è ancora presto per tirare il fiato. E magari riuscire a dormire almeno quattro ore filate senza interruzioni. Ora dobbiamo solo pensare a sfangarla fino alla svezzamento. E non sarà facile.

Giunti a questo punto rimpiangiamo il non aver introdotto il latte artificiale prima. Alla faccia dei paladini dell’allattamento “esclusivo”. Avrete tutte le ragioni di questo mondo cari miei. Ma venite voi ad allattare a casa nostra, la prossima volta.