E arrivò la bomba atomica

nucleareNon so cosa gli sia successo. Ma da quando ha compiuto un anno dev’essere cambiato. Dovrebbe essere lungo uguale, più o meno sei volte la lunghezza corporea dicono. Quindi facendo un conto a spanne siamo più o meno sui 4 metri e 20. La metà del mio visto che per gli adulti è circa 4 volte e mezzo. Non abbiamo cambiato niente in questi mesi. Più o meno mangia le stesse cose due mesi fa. Non abbiamo cambiato dieta. L’antibiotico di dopo Natale l’avrà smaltito già da un bel po’. E poi gli avevamo dato i fermenti apposta. Ma no, ormai quella è storia vecchia…

Fatto sta che adesso, appena il gnappo fa il suo sorriso da sforzo, si salvi chi può. Bomba chimica, camera a gas, allarme nucleare. Un tanfo che neanche nei bagni degli autogrill ho mai sentito. No, quelli sono più profumati. Forse è paragonabile a quel bagno di quel ristorante ad Antiochia in cui mi sono rifiutato di entrare. Così ho fatto terminare prima la cena ad Anna per correre nel bagno dell’albergo, dopo due settimane di viaggio in Turchia e un sacco di kebab nello stomaco da smaltire.

Quando in gnappo la fa adesso bisogna sul serio “areare il locale prima di soggiornarvi”. Non è che prima profumasse, per carità. A me faceva schifo anche prima (solo mia mamma è stata capace di dire che non puzza, ma lei è innamorata persa e l’amore cieco gioca brutti scherzi). No, adesso è molto peggio. Se prima puzzava 4 adesso puzza 12. E non  capiamo il perché.

Tra l’altro lui il pannolino ce l’ha addosso, quindi mica può andare in bagno e farla nel water. E’ come se avesse un water ambulante e se il water è in cucina, insomma… non è bello ecco. Che poi io non riesco a trattenere l’espressione di disgusto. L’altro giorno, mentre lo cambiavo (più o meno il rapporto tra me e Anna è di 1 a 100, un pannolino cambiato io, cento lei) ho fatto una smorfia particolarmente carica, con tanto di “bleahhh, ma che puzzaaa, ma che schifooo, ma gnappooo!”. Così tanto per fare un po’ di scena. E lui mi guardava serio, quasi spaventato. Ops. Forse ho esagerato un po’. Non vorrei creare blocchi psicologici fin da così piccolo.

No tato, dai, le prossime volte provo a stare un po’ più sereno e far finta di niente. Ma mi devo sforzare però. Un po’ come fai tu prima della bomba atomica.