Archivi tag: cacca

Lo smerdazzo in Autogrill

kiwi“Vuoi in kiwi?”. “Sì”.

E fu così che dopocena, dai nonni, dopo aver mangiato la pizza, il gnappo si sparò un kiwi intero che di solito non mangia mai. La domanda era arrivata da mia suocera. Lui poi, per fare il pirla, si è anche scoperto la pancia davanti a tutto il parentado, in quella che era stata la nostra veloce e improvvisata visita domenicale.

Dopo i saluti ci mettiamo tutti e quattro in macchina, pronti per quel viaggio infinito che ci avrebbe riportato a Milano a notte fonda.

Tutto procedeva bene. The Second crollato nel sonno dopo il primo semaforo, il gnappo sveglio ma quieto. Ma l’imprevisto era dietro l’angolo e, come dice il nome steso, imprevisto.

Continua a leggere

Le 10 cose in cui mio figlio è più bravo di tutti

mio figlio è il miglioreE’ vero, i figli andrebbero incoraggiati, motivati, dando loro fin da piccoli la giusta autostima. Se fanno una cosa giusta è giusto applaudirli. Mai colpevolizzarli invece per un insuccesso.

Io cerco di sostenere il gnappo, di tifare per lui. Non so però se lo faccio abbastanza e nel modo giusto. Di solito la prendiamo con ironia. Di sicuro non siamo i genitori che dicono: “Mio figlio è bravissimo a fare questo, quello e quell’altro”. Perché genitori così ci sono. Quelli per i quali il proprio nano è da premio Nobel già a due anni. Il migliore in tutto.

Non so, forse sbagliamo noi a rimanere troppo con i piedi per terra. A non farci troppi film. Ad alzare un sopracciglio quando il gnappo fa il birichino e a non dirgli sempre: “Uh che bello, uh che bravo”. Perché lui, come tutti, ha già i suoi piccoli difetti. Ma ha anche i suoi pregi. E credo sia giusto ogni tanto riconoscerli.

Ho pensato quindi alle cose in cui Momo, a due anni e mezzo, è imbattibile. Quelle in cui è “il più bravo di tutti”, o almeno quelle che gli riescono davvero bene. Ne ho trovate 10.

Continua a leggere

Di cacca, pappa, orari e risvegli

child against racism #somostodosmacacos

Anche il gnappo manifesta contro il razzismo, come Dani Alves. #somostodosmacacos

Non mi sembra quasi vero che il gnappo stia pian piano arrivando alla boa dei due anni e mezzo. Ne parlavamo ieri con Anna. E’ quasi un adolescente. Ha le sue idee, le sue espressioni buffissime, le sue paraculate quando prima ti fa arrabbiare e poi ti elargisce grandi sorrisoni e bacini. Si fa le sue sclerate quando non vuole fare qualcosa che va fatto, urlando come un matto, mentre in atri momenti è tenerissimo. Come quando mi chiama con la sua vocina: “Papaaaà”, oppure, più divertente ancora: “Papooo”. Chissà chi gliel’ha insegnato a chiamarmi papo…

Di notte si sveglia ancora dalle due alle tre volte. La prima di solito intorno all’una, quando non sono ancora entrato nel mio sonno pieno. Ormai ci ho fatto l’abitudine. Non mi pesa neanche più (sigh). Vado dal piangente, di solito scattando giù dalla branda come una recluta al grido del suo sergente-istruttore, e cerco di consolarlo. Lo accarezzo per calmarlo. Se non riesco al primo colpo gli chiedo: “Vuoi l’acqua?”. E il più delle volte lui risponde con la sua vocina assonnata: “Tiiiì”.

Ma non sempre l’acqua basta. E in quei casi non sapevo come farlo smettere di piangere. Allora, l’altra sera mi è venuta l’intuizione di provare con un’altra domanda, Così gli ho chiesto: “Vuoi un bacino?”. E lui: “Tiiiiì”. E dopo il bacino si calma e si rimette coricato a dormire. Forse avrei potuto chiedergli qualsiasi cosa tipo: “Vuoi uno spritz?” “Vuoi che il papà balli la samba su un piede solo?”, “Vuoi fare con me la denuncia dei redditi?”, “Vuoi che venga a cantarti la ninna nanna Genny ‘a carogna?”. Forse la risposta sarebbe stata sempre sì. Continua a leggere

Togliere il pannolino, prove di spannolinamento

Ci stiamo lavorando, ma c’è ancora molto da fare. Siamo solo agli inizi. L’input è arrivato dall’asilo. Io al momento neanche ci pensavo. Il gnappo messo sul cessetto a fare i suoi bisognini. Cacca prima di tutto. Quando ho visto la foto che mi hanno mandato dall’asilo sono scoppiato a ridere. Fantastico. Lui seduto sul water da nani, come fanno i grandi. Che storia.

water asilo piccoliCosì, subito entusiasmato dall’idea, ho mandato Anna a comprare l’occorrente. Un riduttore d’asse, a misura di chiappette. Fare la cacca seduti su Topolino e Paperino. Son soddisfazioni eh.

Peccato che il collaudo non sia andato proprio nel migliore dei modi. E nel migliore dei tempi anche. Sì perché, preso dall’entusiasmo della novità, ho voluto subito ritentare l’esperimento a casa. “Se all’asilo ci sono riusciti, perché non dovrei riuscirci io…”, ho pensato. Solo che là, al nido, le maestre hanno anni di esperienza, con sederini, cacche e spinte di tutti i tipi. Per tanti bambini, più volte al giorno. Io invece sono un esordiente totale. Ho solo il gnappo ed è la prima volta che faccio l’esperimento. Che purtroppo non è andato come avrebbe dovuto. Continua a leggere

Stitichezze, ovvero: portiamo a casa tutto

stitichezza bambinoE anche questa Pasqua 2013 ce la siamo levata… Oggi è Pasquetta, giorno della gita fuori porta. Ma noi credo staremo a casa visto sto tempo di m… Io e il gnappo siamo andati dai miei venerdì sera e Anna ci ha raggiunti in treno il giorno di Pasqua. Così se lo sono spupazzati per bene, gli hanno tirato fuori molti dei miei giochi che avevo da piccolo e altri nuovi gli sono arrivati da zii e amici vari. Adesso pure a Pasqua si fanno i regali? Pensavo bastasse Natale. Vabè, il gnappo apprezza sempre quando si tratta di giochi e noi idem quando si tratta di suoi vestiti.

In questa Pasqua c’è una cosa che merita di essere raccontata. E’ una storia un po’ di m…, come il tempo. Strano! C’è un detto che dice che la mela non cade mai lontano dall’albero. Talis pater e via dicendo. E secondo me un po’ ci prende. Innanzittuto quando i tuoi ti dicono che tuo figlio fa lo skizzinoso nel mangiare come lo facevi tu alla sua età. E quindi capisci cosa hai fatto passare tu ai tuoi quand’eri piccolo. Insomma, tutto ti torna indietro più o meno. Ma il gnappo non è solo schizzinoso nel mangiare. Lo è anche nel cagare.

Continua a leggere

E arrivò la bomba atomica

nucleareNon so cosa gli sia successo. Ma da quando ha compiuto un anno dev’essere cambiato. Dovrebbe essere lungo uguale, più o meno sei volte la lunghezza corporea dicono. Quindi facendo un conto a spanne siamo più o meno sui 4 metri e 20. La metà del mio visto che per gli adulti è circa 4 volte e mezzo. Non abbiamo cambiato niente in questi mesi. Più o meno mangia le stesse cose due mesi fa. Non abbiamo cambiato dieta. L’antibiotico di dopo Natale l’avrà smaltito già da un bel po’. E poi gli avevamo dato i fermenti apposta. Ma no, ormai quella è storia vecchia…

Fatto sta che adesso, appena il gnappo fa il suo sorriso da sforzo, si salvi chi può. Bomba chimica, camera a gas, allarme nucleare. Un tanfo che neanche nei bagni degli autogrill ho mai sentito. No, quelli sono più profumati. Forse è paragonabile a quel bagno di quel ristorante ad Antiochia in cui mi sono rifiutato di entrare. Così ho fatto terminare prima la cena ad Anna per correre nel bagno dell’albergo, dopo due settimane di viaggio in Turchia e un sacco di kebab nello stomaco da smaltire.

Quando in gnappo la fa adesso bisogna sul serio “areare il locale prima di soggiornarvi”. Non è che prima profumasse, per carità. A me faceva schifo anche prima (solo mia mamma è stata capace di dire che non puzza, ma lei è innamorata persa e l’amore cieco gioca brutti scherzi). No, adesso è molto peggio. Se prima puzzava 4 adesso puzza 12. E non  capiamo il perché.

Continua a leggere

Il ritorno dalle vacanze, in attesa delle prossime

Il bello di non vedere tuo figlio per una settimana intera è che, quando ritorna, è talmente cambiato che quasi non lo riconosci più. In 7 giorni di mare il gnappo è cresciuto a dismisura. Si è allungato, abbronzato e inciccionito, ed ha pure cambiato espressioni. Pesa un quintale. La vacanza gli ha fatto bene.

Lo stare fuori casa, sempre in giro, con un sacco di gente che gli passava davanti e gli sorrideva, lo ha svegliato di brutto. Era diventato la mascotte dell’hotel, mi hanno detto. Non c’è niente da fare, lo stare rinchiuso tra 4 mura non è il massimo per lui.

Si vede che ha bisogno di vedere gente, di incontrare altri bambini, di relazionarsi col mondo. Fosse facile: finché non ci mettono in graduatoria all’asilo nido la vedo dura. Al massimo gli possiamo concedere l’ora d’aria al pomeriggio con giro al parchetto. Per fortuna tra qualche settimana inizieranno le nuove vacanze in montagna. Piuttosto che niente è meglio piuttosto.

Continua a leggere

Quando mio figlio fa lo stronzetto

[Disclaimer: questo post non è adatto agli schizzinosi o ai deboli di stomaco].

Tra pochi giorni il gnappo compirà sei mesi. Anche se non è un gigante per la sua età sembra crescere a vista d’occhio. Sorride tanto. E’ davvero un simpaticone. Ormai me lo trovo sempre nel lettone alla mattina, quando Anna gli dà la sua poppata dell’alba. Praticamente fa colazione a letto il signorino. Bella vita eh?! Poi a volte si riaddormenta con la tetta in bocca, altre volte si sveglia e comincia a dare delle manate qua e là per svegliarci. Lo possino…

Appena mette il naso fuori casa si trasforma. Diventa un angioletto. Anche l’espressione cambia. Idem quando viene gente a casa nostra. Lunedì sera sono venuti due amici (tra l’altro in dolce attesa al terzo mese di gravidanza) a vedere Italia-Spagna. Il gnappo è stato bravo tutto il tempo. Sorrisi a destra e a manca e faccia da santo. Di solito invece verso sera, quando siamo solo noi tre, piange non si sa bene il perché.

Continua a leggere

Gli splendidi versi di un neonato: rutti, scoregge & co.

Pianti, versi vari e i primi sorrisini. A poco più di un mese un neonato non ha molti modi per esprimersi. Ma già dai primi giorni di vita ci sono alcune espressioni corporali che fanno davvero ridere. Le metto in ordine di divertimento: starnuti, singhiozzo, rutti, scoregge.

Starnuti
Giacomo ha iniziato a starnutire (o sternutire) da subito. Eravamo fuori dalla sala parto quando sono iniziati i suoi primi etciù. Divertenti. Chissà dove ha imparato… Ma il bello è la faccia che fa dopo lo starnuto. Un mix tra lo stupito e l’infastidito. In una giornata lancerà almeno una decina di etciù o anche di più. Almeno uno ad ogni cambio pannolino e vari durante il giorno.

Singhiozzo
E’ il verso più fastidioso. Di solito il singhiozzo parte quasi automatico 5 minuti dopo la poppata. Hic…. hic…… hic………. hic…………………………………..hic….. Con una frequenza e una potenza sempre diverse, questo singhiozzone è un’agonia. Anche lì la sua faccia è un mix tra il rassegnato e l’incazzoso. Se non smette dopo dieci minuti inizia a frignare. Per rimediare mi sono inventato due metodi: 1) dargli le vitamine con la pipetta. Bevendo qualcosa il singhiozzo 90 su 100 passa. Sparargli la fisiologica nel naso. Anche qui, se non mi annega prima, l’hic hic a volte passa. Ma non è detto. Spesso resiste anche a questi trattamenti. E’ davvero una brutta bestia.

Mi sono inventato anche una canzoncina del singhiozzo. Fa così: “Singhiossòn now now, naninananow, singhiossòn now now ninananaw” quasi come le parole di un vecchio successo dance anni ’90. Gliela canto, ma come rimedio non funziona. Ma almeno io mi diverto un po’.

Continua a leggere