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Lacrime e sangue, il suo primo prelievo (e il mio)

Attenzione: questo post descrive le emozioni di un papà che ha assistito al primo prelievo di sangue di suo figlio. Non è adatto a persone sensibili, impressionabili, facilmente emozionabili o a chi dà fastidio il sangue. Si consiglia la lettura ad un pubblico adulto e consapevole.

prelievo sangue bimbo ambulatorio bambinoSono ancora un po’ scosso. E c’ho pure le balle girate. Stamattina siamo andati a fare il prelievo del sangue al gnappo per vedere se ha la celiachia. Ma andiamo con ordine.

Prequel: risparmiare oppure no?
L’esame ce l’aveva consigliato il pediatra privato, da cui andiamo ogni tanto visto che per beccare quella della mutua nel momento del bisogno bisogna avere la fortuna di ammalarsi i lunedì, mercoledì o venerdì mattina, prima delle 8. Perché poi è irreperibile visto che inizia con il giro di visite in ambulatorio. E se il gnappo mi si ammala il venerdì pomeriggio chi chiamo? Il mago Zurlì? Almeno l’altro è sempre reperibile al cellulare e per un genitore col figlio malato che vuole un consulto, o soltanto un suggerimento, non è male.

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Gli ultimi tre asili nidi, la scelta e la grande detrazione

Febbre passata. Muco dal naso rimasto. Ma se passa la notte senza troppi pianti, domani proviamo a spedirlo al nido. Alla fine abbiamo scelto. Quello grande, dove il gnappo è rimasto perplesso e non ha sganciato neanche un sorriso che uno. Quello che mi avete consigliato voi nei commenti (grazie). Ora dobbiamo solo incrociare le dita sperando che gli piaccia e che le maestre siano valide.

All’inizio della settimana abbiamo fatto l’ultimo tour di asili per toglierci ogni dubbio. Ne abbiamo visti altri tre (così come tre erano stati quelli visti la settimana prima). Diciamo che di questi ultimi uno solo ci soddisfaceva, peccato che fosse il più lontano da casa e che, ça va sans dire, costasse di più di tutti.

Il primo asilo (o meglio il sesto contando anche quelli della volta prima) è un nido bilingue. Bilingue?? Scusate, Giacomo fa solo versi guttural-trogloditici e tu già gli vuoi insegnare l’inglese? La maestra (abbastanza in carne) aveva pure le unghie lunghe smaltate, il che, secondo me, non è il massimo dell’igiene per lavorare con i bambini e per cucinargli la pappa. Tra l’altro la tipa, per controllare le rette sul sito internet del LORO asilo, ha digitato il nome su Google e ha pure sbagliato il link. Ok, sei una puericultrice e non una webmaster, ma almeno i fondamentali cazzo! Oltre a questi inconvenienti ci sono gli orari che per noi non andavano bene: troppe poche ore al pomeriggio o un part-time “verticale” che non faceva però al caso nostro. Cassato.

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