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Tata Francesca Valla hot, da Sos Tata a Tso Papà

tata francesca valla bionda sos tataTorno a uno dei miei argomenti preferiti. Quella che per Jerry Calà in Vacanze di Natale era “la cugina del tortellino”. Dopo aver parlato di altre gnocche che conducono programmi per bambini (e inevitabilmente per i loro papà), tipo Carolina e Fata Ariele di Rai YoYo, di quelle dei cartoni animati anni ’80 e di quelle che vedo quando vado al parchetto (sempre meno purtroppo…), non poteva mancare lei, la tata più sexy della tv: Francesca Valla, alias Tata Francesca.

Tralasciando gli stupidi giochi di parole con il suo nome, FrancesCavalla, devo dire subito che la prima volta che l’ho vista in tv sono stato rapito dal suo fisico da modella, dai suoi occhi da cerbiatta e dalla sua dolcezza. Una dolcezza che però lascia trasparire quel tono un po’ da maestrina sexy che tanto piacerebbe a Tinto Brass. E’ il fascino dell’angelo dai capelli biondi che al momento giusto ti può sorprendere tirando fuori un gatto a nove code, quando meno te l’aspetti. Per dire.

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Greta Pierotti hot, Fata Ariele di Rai YoYo sogno erotico dei papà

Fata Ariele Rai YoYo, Greta Pierotti sogno erotico dei papàGreta Pierotti, alias Fata Ariele, turba i sogni di molti papà. E uno dei motivi per cui Rai Yoyo è leader di ascolti, nella fascia rivolta ai bambini in età prescolare, è anche perché pensa al pubblico maschile adulto, cioè a noi.

Che a forza di guardare ore di Peppa Pig, Barbapapà e Teletubbies rischiamo di rincoglionirci non poco.

Ma per fortuna ci pensa Mamma Rai, con l’unico ingrediente capace di risvegliare dal torpore il pubblico maschile: la gnocca.

E lo fa in particolare con due super conduttrici hot, molto diverse tra loro, ma altrettanto conturbanti.

Fata Ariele appunto, la fata che ogni sera per cinque minuti dà la “Buonanotte con le favole di Rai YoYo” e Carolina Benvenga che invece legge le letterine dei piccoli ascoltatori.

Della lolitina-Carolina ho già parlato in un altro post

Qui vorrei parlare invece dell’altra gnoccolona che manda a letto sereni i piccoli con le sue favole, mentre turba i sogni erotici dei loro genitori di sesso maschile. Continua a leggere

Il divorzio di Raoul Bova e le tentazioni appese a un filo

Raul Bova Rocio Munoz MoralesAvevo visto il film Immaturi al cinema. E mi era piaciuto. Un film leggero e divertente, senza troppe pretese, ma che descrive in modo abbastanza realistico alcune paturnie della generazione di 30-40enni. Avevo anche scritto un post sul film, pensando anche a un amico che doveva andare a convivere con la sua fidanzata storica e aveva mille paure.

Adesso leggo della separazione di Raoul Bova dalla moglie. Lui, uno degli attori più belli e piacioni del panorama cinematografico italiano. Lei, Chiara Giordano, che nella vita non so cosa faccia, ma tutti sanno che è la figlia di Anna Maria Bernardini de Pace, ovvero l’avvocato divorzista più quotato sulla piazza. Insomma, oltre al dramma che un divorzio comporta, te la devi vedere pure con una suocera capace di toglierti anche le mutande. Follia pura insomma.

Leggo poi su Yahoo Answers un interessante dibattito sul quando l’attore e la ex moglie si erano messi insieme: “Raoul Bova ha forse deciso che esiste una bellezza più importante… e duratura di un semplice bell’involucro… “. “Ragazze, c’è speranza per tutte!! E per fortuna che esistono ancora gli uomini come Raoul Bova che scelgono le donne non perché sono solo belle, ma perché hanno tanti altri pregi…”. E ancora: “Vorrà dire che c’è ancora qualcuno che guarda alle cose importanti nella vita e non solo ai soldi, ai vestiti e a come uno appare…”. CVD.

Perché Raoul e Chiara si sono lasciati? I veri motivi li sapranno loro, ma, guarda caso, mi trovo a leggere che lui si è fidanzato con una sua collega attrice (toh!), tale Rocio Munoz Morales, 25 anni, modella. Una gnocca giovane e bella, con un accento spagnolo irresistibile, tra le altre cose. Ora, lui dice che lei non c’entra niente e che non è la causa della loro separazione. Certo, e io c’ho scritto Jo Condor in fronte. Continua a leggere

Quell’irrefrenabile voglia di parchetto

Sandali-alla-schiavaQuando vado al parco vedo diversi papà con i loro figli. Che bravi, mi dico, anche loro qui. Ma perché noi papà andiamo al parchetto? Forse perché vogliamo lasciare tranquilla un po’ la mamma. O magari perché abbiamo voglia di spingere l’altalena e mettere sugli scivoli i loro pargoli. Seee, vabé, e due più due fa cinque. No, il motivo è un altro: al parco c’è gnocca. Soprattutto adesso che è estate ed è via libera per gambe e braccia scoperte, decolleté in vista, sandali, gonne e minigonne, magari con quell’effetto vedononvedo, che è meglio che non vedo, perché se vedo…

Una volta noi papà andavamo in discoteca o nei discopub anni ’90. Oppure il sabato pomeriggio in centro. Adesso, a noi uomini con prole in cerca di belvedere è rimasto solo il parchetto. Per carità, non è che in ogni parchetto per forza ci sia sempre un defilé di stragnocche. Spesso la popolazione over 60 supera quella under 40, anche nelle zone per i bimbi. Ma mediamente qualche mamma, o baby titter sitter piacevole c’è sempre. Così, quando i papà sguinzagliano i nanetti tra altalene, scivoli, giostre e castelli di legno, si può facilmente unire l’utile al dilettevole e rifarsi un po’ gli occhi. Mica c’è niente di male, il piacere rimane estetico. O estatico. Dipende. Honi soit qui mal y pense.

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