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Dormiremo in una prossima vita (forse)

notte insonniaPremetto: nella vita ci sono cose più importanti che dormire. La salute innanzitutto. Gli affetti, la serenità e tanto altro. Ma dormire ogni tanto non farebbe male. Lo dicono anche i medici. Qua invece, giusto per tornare su un tema che ormai è diventato un evergreen da ormai quasi quattro anni a questa parte, non si dorme una cippa.

Da queste parti ci si sveglia ancora duecento volte per notte. E alla lunga uno lo accusa. Soprattutto il giorno dopo. E vorresti mollare tutto e scappare via. Ma non si può.

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La gnola, gli alpini e un week end tranquilli

Cappello_AlpinoUff. Che fatica. Il gnappo è in modalità gnola (stato d’animo che nasce dall’unione tra Lagna, Tigna e Noia). Gnola di giorno, quando torna a casa dall’asilo. Ma soprattutto gnola di notte, con una media di circa 10 risvegli. E’ così da mercoledì e dopo la seconda notte insonne, passata a cercare di consolare l’inconsolabile, sono un tantino provato. Come sempre le abbiamo tentate tutte. Camomilla, a letto con noi, io con la brandina vicino al suo lettino, Dentinale sulle gengive, un po’ di Tachi, (perché non si sa mai che abbia male da qualche parte).

Niente, di giorno è intrattabile e di notte disperato. Se prima, quando si svegliava, era relativamente facile farlo riaddormentare rimettendogli il ciuccio, adesso il ciuccio non lo vuole più e si incazza quando provo a rimetterglielo. Urla disperate da svegliare mezzo quartiere. L’unico modo è prenderlo in braccio, svegliarlo, e dopo un bel po’ (magari anche accendendo la luce) si calma.

Ok, torniamo al solito mantra: “Saranno i denti”. La dentizione è ormai causa anche del buco dell’ozono, del fallimento di Lehman Brothers, dell’estinzione dei panda. “Saranno i denti”. Saranno i denti che lo rendono intrattabile quando gli diciamo di non darci gli schiaffi in faccia. Con le buone. E continua. Con le cattive. E continua ancora, per sfidarti. Con le cattivissime (ieri l’ho alzato di peso dal letto e gli ho dato un’urlata in faccia). E allora (forse) piange. Perché il gnappo è un duro, oltre che un testone. Non piange facilmente. Tiene tutto dentro. Non ti dà la soddisfazione di farsi vedere con le lacrime.

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Dentizione e cadute varie

gattinoSta spuntando. Anche il quinto dente. Dopo i due incisivi sotto e i due sopra adesso arriva quello accanto, in alto a destra (o a sinistra guardando dalla sua parte), per una fantastica dentatura asimmetrica. Almeno per qualche tempo. E così la notte è sempre tormentata. In attesa che l’avorio buchi la gengiva gli abbiamo messo su un po’ di Dentinale, consigliato da un mio amico farmacista invece del Vea Oris spray che ci ha dato la pediatra. Oltre al fatto che è più caro, come fai a mettergli uno spray spruzzandoglielo sul punto che gli fa male?

In questi giorni dunque il gnappo è noioso. Come un gatto in amore, dico io. Come un gatto attaccato alle balle, dice Anna. Chissà perché i poveri gattini sono presi come metafore delle rotture di coglioni. Piange, si dispera per niente, è noioso. E poi sta prendendo delle gran botte. La penultima per colpa sua. Mentre si stava alzando in piedi si è lanciato indietro con la spinta. Inevitabile l’impatto con la piastrella. Che non si è ancora rotta nell’impatto con la sua testa.

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La magia di far scomparire il ciuccio

Altro dente altro regalo. E altra notte semi-insonne. Il bello è che il gnappo ci illude. Due notti fa, ad esempio, ha fatto una super tiratona dalle 10 di sera fino alle 8 di mattina. Ovviamente, visti i precedenti, non abbiamo cantato vittoria. E infatti: ieri dalle 2 e mezza in poi è stato un continuo di risvegli e pianti. Dopo la seconda alzata dal letto ho fatto scattare la “pratica brandina” (tra l’altro ho sentito che pure la signorina Rottermaier aka tataLucia la approva, evvai).

Ma la mia vicinanza fisica al suo lettino e la prontezza a far scattare il braccio per cullarlo al primo uè non sono servite. Ho provato anche a mettergli sulle gengive un po’ di Dentinale. Niente. Tra l’altro mi viene sempre il dubbio che siano davvero i denti… Le gengive stamattina sembravano intatte. Di denti gliene sono finora spuntati solo due in basso. Ce ne sono altri 26 (più i 4 del giudizio, ma quando sarà il momento saranno fatti suoi).

Alle 8, stremato, mi alzo. Lui come sempre si sveglia in lacrime. Io provo a fargli tirare ancora una mezz’ora con il ciuccio (di solito funziona). Sì, ma dov’è il ciuccio? Il gnappo è più bravo del mago Silvan e Houdini messi insieme e riesce a farlo sparire in una mossa: sputandolo. Lo imbosca talmente tanto bene (tra il materasso e le sponde, sotto il suo collo, immerso tra le coperte, per terra…) che per trovarlo servirebbe un cane da tartufo.

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La papite, i denti e una “sovraproduzione”

In questo periodo il gnappo ha la “papite”. Cerca il mio sguardo, mi fa un sacco di sorrisoni e quando sono lontano gattona e mi raggiunge. Se lo guardo, lui ride. Insomma, amore a prima vista. Mi fa strano perché non era mai stato così affettuoso con me. Addirittura adesso mi considera più della mamma.

Sarà l’effetto asilo nido? Boh. Immagino che l’idillio passerà presto. Però adesso quando è in casa con noi è più coccolone (anche se non ha perso la buona abitudine di frignare ad minkiam). Gli sta spuntando anche il secondo dentino (in basso vicino al primo). Assomiglia sempre di più a Cucciolo di Biancaneve.

Oltre ai denti in questi giorni sta producendo montagne di roba liquida. Quattro, cinque volte al giorno. Un mare. Acidissima. Saranno i denti? Boh, ho l’impressione che quando non si sa cosa il pupo abbia la colpa è sempre dei denti. Sarà…

P.S. E’ da un po’ di giorni che faccio fatica a entrare nel mio blog. Dice che è un “problema di accesso al database”. Ho provato a contattare il provider. Ma questi parlano arabo e non mi aiutano. Per caso anche a voi quando cliccate su vitadapapa.it ogni tanto (o spesso) non riuscite ad entrare? Qualcuno se ne intende e mi aiuta? Mannaggia alla tecnologia.

La camomilla non basta, altre notti insonni

Mi sento un po’ come Magda, la moglie di Furio, lo spaccaballe di Bianco Rosso e Verdone. Anch’io voglio gridare: “Non ce la faaaccioo piùùùù!!!” (magari con lo stesso accento torinese). Sono tre notti che il gnappo ci sta facendo vedere i sorci verdi. Tre notti da incubo, con risvegli ogni ora.

Ogni tanto lo stronzetto ci illude. Come quando fa quelle notti in cui si sveglia unabarradue volte in tutto. E tu pensi: “Dai, dai che è migliorato! Dai che adesso ci fa dormire”. E appena lo hai pensato, lui la sera dopo ti punisce con una di quelle belle notti insonni in cui piange a ripetizione ogni ora. Quando anche se lo metti nel lettone piange lo stesso e non ti fa chiudere occhio. Oppure, come ieri, una di quelle notti in cui piange come un disperato fino all’una e mezza di notte e poi si sveglia alle 6 di mattina. E ti verrebbe da chiedergli: cosa ti ho fatto di male per farmi questo trattamento che non riservano neanche ai carcerati col 41bis negli interrogatori per farli confessare?

Che cos’ha? E vallo a sapere! Fame no (adesso finalmente mangia come un lupo e gli è pure venuta una bella panza da alcolizzato), mal di pancia no (lo tocco lì e non è che strilla di più), mal d’orecchie no (idem come sopra). Forse ha freddo? (solo oggi ci hanno acceso i termosifoni). Ma è super pigiamato e incopertato! Mal di denti? Mah, forse… (ma il mal di denti serio da quella notte insonne in cui non si riusciva a calmare con niente adesso lo so riconoscere).  In questi giorni invece sembra inconsolabile.

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Grandi passi verso l’homo erectus

Il gnappo in pochi giorni sta facendo passi da gigante. Gattona a malapena ma nel giro di un mese è riuscito a fare cose inimmaginabili soltanto quest’estate. Riesce ad esempio a mettersi in ginocchio nel lettino aggrappandosi alle sbarre tipo King Kong.

Per questo l’altro giorno ho dovuto smontare i tasselli che aveva messo mio suocero all’inizio per alzare il suo materasso, con il rischio di rompere tutto il lettino e non essere più capace di metterlo insieme. Ce l’ho fatta, a parte il cassetto sotto che proprio non ne voleva sapere di rietrare, e con un po’ di pazienza sono riuscito a riabbassare il materasso per evitare di ritrovare il gnappo cappottato per terra. Succederà, ne sono certo, ma almeno ho ritardato di un po’ quel fatidico momento.

Adesso gli piace tantissimo alzarsi in piedi. Se gli dai un appiglio o lo fai appoggiare a qualcosa (tipo lo schienale del divano) rimane lì bello dritto appoggiandosi sui suoi piedini salsicciosi e prensili. Si aggrappa anche alla sua vecchia palestrina da neonato. Ma adesso non ci sta più coricato sotto. Ora la domina dall’alto attaccandosi alle apine.

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