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Ciuccio fosforescente, la svolta nelle notti tormentate

ciuccio fosforescente MAMIl ciuccio fosforescente ci ha cambiato la notte. Non so perché lo abbiamo comprato solo con The Second e non ci è venuto in mente prima. Col gnappo infatti uno dei miei sport era la ricerca disperata del ciuccio nel lettino. E non era il massimo della vita.

The Second invece ha un altro rapporto con il ciuccio. Lo sputa infinite volte per notte. A volte lo prende in mano e lo lancia via. Di solito lo fa perché la tetta.

Inferno notte. Di solito la dinamica è questa: lui piange, io mi alzo, vado nella loro cameretta, provo a rimettergli il ciuccio. A volte funziona, altre, quasi sempre, no. Allora prendo nel buio la sua acqua e gliela do. Ma lui a 10 mesi ancora non sa bere bene. Fa lo “sbruffo” alla fine e si bagna la tutina.

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Togliere il pannolino, lo spannolinamento definitivo

gnappo dormiensE’ passato più o meno un anno e mezzo da quando abbiamo iniziato le prime prove di spannolinamento del gnappo. Vedere la data dei vecchi post mi aiuta a ricordare il tempo che passa. Il percorso è stato lungo, ma ce la stiamo facendo.

Prima di tutto devo dire che il gnappo è sempre stato bravissimo. Non ha fatto grandi storie, né quando gli abbiamo tolto il ciuccio, né quando abbiamo provato a lasciarlo senza pannolino di giorno.

Poi, più per nostra comodità che per altro, glielo abbiamo lasciato su solo quando dormiva, pisoli compresi. Prima di tutto perché lui ha il sonno pesante e non si sveglia neanche con le cannonate e poi perché non avevamo voglia di alzarci altre volte la notte per portarlo a fare pipì.

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Spaventi

urlo munchNon ce la possiamo fare. Ogni tanto ci ricaschiamo. Non so se per stanchezza oppure perché siamo un po’ rincoglioniti. Fatto sta che, ultimamente, io e Anna ci spaventiamo a vicenda. Ci capita di notte. Quando uno dei due sta dormendo o è talmente stanco che non si accorge della presenza dell’altro nella penombra. Nel giro di una settimana ci sarà capitato almeno tre volte.

La prima quando sono arrivato a letto a tarda ora mentre tutti già dormivano della grossa. The Second era nella solita posizione, su un fianco, con il capezzolo a tre millimetri dal naso e la bocca ancora sporca di latte. Lui mangia e poi si riaddormenta subito. Anna idem, non riesce a rimanere sveglia per rimetterlo nel suo lettino. Così, nel buio della stanza, illuminata solo dalla lucina per bambini che attacchiamo alla presa di corrente, io mi avvicino quatto quatto e provo, senza farmi sentire, a prenderlo in braccio per spostarlo.

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La contraerea

contraereaDopo la corsa a ostacoli mi sto impegnando in una nuova disciplina sportiva notturna: l’acchiappo del nano prima che arrivi nel lettone.

Il gnappo da un po’ di giorni ha iniziato a scendere dal letto durante i suoi risvegli notturni. Dopo che gli abbiamo messo la spondina è libero di saltare giù e brancolare nel semibuio della casa. E lo ha imparato fin troppo bene.

Succede anche quando cerchiamo di farlo addormentare (con pratiche che durano dalla mezz’ora all’ora buona) salta giù, piagnucola e si mette sulla porta della sua camera. Chiama la mamma e aspetta che qualcuno lo vada a prendere. Visto che di solito Anna si impegna (senza successo) nell’inutile tentativo di addormentamento, quel qualcuno sono io. E anche ieri l’ho preso per mano e l’ho riportato nel suo lettino. Non oppone resistenza perché è già mezzo rincoglionito dal sonno e dalla stanchezza.

Le pratiche addormentatorie così passano a me. Di solito dopo una “Fiera dell’Est” e qualche carezzina funzionano. Ma solo perché “il grosso” se l’è smazzato prima la mia dolce metà.

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l 10 peggiori risvegli di notte

sveglia risvegliUn’altra giornata da zombie per un’altra notte insonne piena di risvegli del gnappo. L’ennesima. Resistere, resistere, resistere è il grido di battaglia. E non è facile. Soprattutto quando non sai perché lui si svegli. Chiama la mamma, chiama me, frigna, non risponde quando gli chiedi se ha male da qualche parte. A due anni e otto mesi.

Non si dorme neancora. E anche oggi mi si incrociano gli occhi e il cervello fa fatica a connettere (già fa fatica di suo, figuriamoci quando  non dormo). Il nano ci ha tenuto in scacco. Piange, vuole bere, ha caldo, fa gli incubi, deve mettere i molari, sarcazzo che cos’ha.

Ma anche oggi devo reagire e dare un senso alla mia giornata. E sto pensando solo a questi fottutissimi alzatacce. Che vanno avanti da tanto, troppo tempo. Presto poi ne arriveranno altri grazie alle performance di The Second. Vabè, intanto pensiamo questi. A tutti questi maledetti risvegli che per un motivo o per l’altro mi tolgono il sonno. Ce ne sono di tutti i tipi. Ecco i peggiori.

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Il teatro della tosse

tosseNon gli passa più. La tosse intendo. Ce l’ha ormai da 15 giorni e questa maledetta non se ne vuole andare via. Di solito arriva a raffiche. Che durano anche mezz’ora. Povero gnappo, mi fanno male i polmoni e la cassa toracica per lui. I picchi sono alla mattina, dopo il pisolo e di notte. Forse per il cambio di posizione da sdraiato a in piedi. Boh. Sta di fatto che tossisce peggio di un fumatore incallito.

Maledetto inverno. E’ iniziato tutto con un raffreddorino. Poi il muco sarà sceso verso i bronchi e adesso è lì, che balla tra naso e gola. E lo tormenta. Il brutto è che non è neanche una tosse katarrosa. E’ secca, la stronza. E ogni rimedio per ora non ha avuto granché effetto. Aerosol, sciroppi vari omeopatici, rimedi della nonna tipo latte e miele, camomilla e miele. Macché.

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