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Perché non viaggio con i bambini

sperm bankQuando eravamo fidanzati le nostre vacanze erano in viaggio, la maggior parte fuori dall’Italia: Turchia, Parigi, Stati Uniti, Barbados, Repubblica Ceca, Scozia, diverse volte a Londra. Non abbiamo girato il mondo, ma ci piaceva visitare nuovi Paesi. Eravamo senza figli e quindi in tutte le nostre vacanze andavamo alla scoperta dei posti che più ci interessava vedere.

Poi è arrivato il gnappo (e poi The Second) e da allora ci siamo fermati. L’ultima vacanza “on the road” l’abbiamo fatta tra Toscana, Umbria e Lazio, quando lei era incinta. Potevamo anche andare più lontano, ma preferivo rimanere “in zona”, senza fare su e giù dagli aerei. Volevo essere più tranquillo.

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Quando la mamma è via per lavoro

parigi metropolitana libertyLo so, sono pessimo. Perché appena si presenta un ostacolo delego. Scarico il barile. Mollo “tutto il blocco” come diceva il professor Sassaroli al Melandri in Amici Miei, prima di sbolognargli moglie, figlie, governante (“tedesca, due anni di contratto, severissima, in uniforme…”) e il cane Birillo.

E non credete che non mi senta in colpa. Anch’io  “ho sofferto come un cane, per quasi tre quarti d’ora…“. Ma altre idee non mi sono venute, se non quella di chiedere le ferie dal lavoro, che preferisco però giocarmi in altro modo.

Anna è andata a Parigi per lavoro. Starà via quattro giorni. E’ la prima volta che sta via per così tanto, senza me e senza gnappo insieme. Tutte le altre volte o era senza di me, o senza il gnappo. Mai senza tutti e due insieme. Dilemma: come famo col nano? Le ipotesi sul tavolo erano queste:

a) prendo le ferie

b) facciamo venire su i nonni a turno che lo tengano quando io sono al lavoro e torno a casa tardi

c) lo molliamo dai nonni a casa loro, come nella migliore delle tradizioni

d) te lo porti a Parigi e lo rimpinzi di baguette, croissant, croque monsieur

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Lampedusa, immigrati, persone. Ricordi di viaggio

traghetto tarifa tangeriVolevo parlare di altro, ma c’è un argomento più importante. Addirittura più importante della politica, del calcio, o delle tette di Belen. Anche dei capricci del gnappo o delle notti insonni. Cento persone morte in mare, nel tentativo di raggiungere Lampedusa, con in tasca la speranza di una vita. Non sono i primi a morire così. E, purtroppo, temo che non saranno gli ultimi. Sono uomini, donne, donne incinte, bambini.

Le parole si potrebbero sprecare. E io non vorrei farlo. Vorrei solo raccontare un’esperienza di qualche anno fa. In uno dei miei viaggi da solo, alla ricerca di ancora non so cosa. Preso dalla passione per il libri di Paulo Coelho, decisi di percorrere un pezzo di strada di Santiago, il protagonista dell’Alchimista. Dalla Spagna al Marocco, verso l’Egitto, alla ricerca del suo tesoro.

Era novembre. Ma il clima era lo stesso di quello di oggi. Anche il cielo che vedo sopra di me ha più o meno lo stesso colore. Strano. Arrivai a Tarifa, la punta più a sud dell’Andalusia in pullman, partendo da Siviglia. Da lì, la mattina dopo, all’alba, avrei dovuto prendere il traghetto che mi avrebbe portato a Tangeri. Non avevo mai messo piede sul continente africano prima di allora. Allora avevo l’abitudine di prendere appunti di viaggio. Cosa che forse, anche se in forma diversa, sto facendo anche adesso. Continua a leggere

Viaggi amarcord, due cuori infreddoliti a Praga

praha drinking teamInauguro una nuova categoria del mio blog dedicata ai viaggi. Lo faccio sia come “buon auspicio” che come una specie di “operazione nostalgia” in cui ricordare i posti che abbiamo visto in due, prima che nascesse il gnappo, in attesa di riempirla con i nuovi viaggi che faremo in tre. Prima o poi.

Spero riprenderemo presto la buona abitudine di girare un po’ l’Europa, anche se so già che in tre sarà un po’ più complicato e ci sarà da organizzarsi meglio. Non sarà impossibile, almeno spero. Forse sono più limiti mentali che ostacoli reali. Forse quest’estate tenteremo di andare a Berlino in tre, vederemo

Intanto partiamo dal nostro viaggio a Praga nell’aprile del 2010. Andata con il classico volo low cost da Bergamo Orio al Serio, tre notti in un hotel prenotato online nella zona nuova della città, Nové Město. Camera piccola, in un seminterrato, ma per due cuori come noi andava bene anche una capanna.

Faceva freddo, ogni tanto pioveva, ma girare a piedi per la città era facilissimo: piazza Venceslao, il vecchio cimitero ebraico, le tante sinagoghe. E poi ponte Carlo, la torre dell’orologio astronomico nella piazza della città vecchia, il castello e il quartiere di Mala Strana, le chiese boeme, la casa danzante e vari musei tra cui uno di arte contemporanea sulle rive della Moldava. Siamo incappati anche in una vera e propria “trappola per turisti”, il museo del sesso, vicino alla piazza principale. Niente di che, soldi buttati via.

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Il viaggio della speranza sul tram anti-passeggino

Altro esperimento riuscito. Portare il gnappo in tram. Ma non per un viaggio breve. Praticamente da una parte all’altra di Milano, per andare a fare un aperitivo con il mio ex coinquilino che si è trasferito a Taranto e che era di passaggio per andare a prendere l’aereo a Linate.

Così, per la pigrizia di non spostare la macchina e per la voglia di superare nuove sfide (oltre che per lasciare Anna un po’ in pace a lavorare in casa), mi sono avventurato con passeggino lungo la linea 14/12 da viale Cenisio a corso XXII Marzo.

Passa il tram 14. Verde, nuovissimo, senza neanche un gradino da dover salire per entrare. Perfetto per passeggini, culle, carrozzine, carrelli della spesa, tricicli. Peccato che non fosse il mio. Me ne passano due davanti, quasi per sfregio. Poi dopo 5 minuti arriva il mio 12.

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