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Errore di procedura

cascateStavamo quasi per spegnere la luce. Quando Anna ha avuto un flash. Uno sprazzo di lucidità improvvisa. Capita, forse, durante la gravidanza, quando il cervello femminile è in balìa degli ormoni. Poteva comunque capitare a tutti, anche se lei non è nuova a questi blackout mentali, come quella volta in cui a momenti mi incendia la casa.

Avevo già messo a letto il gnappo da almeno mezz’ora (adesso io e lui siamo nella fase idilliaca, vuole più me che la mamma, non so quanto durerà). Prima di addormentarsi continuava a girarsi. Ma non mi erano venuti particolari sospetti, visto che lui di solito è sempre sull’agitato. Le operazioni di lavaggio denti e messa del pigiama erano state fatte dalla mia dolce metà, come ogni sera. Quindi non c’era nulla di strano.

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Ancora risvegli, ma lui è sempre in forma

duracell suppostaIl gnappo ha una strategia per rimanere figlio unico: vuole eliminarci fisicamente. Forse ha intuito che non resterà a lungo il reuccio di casa e, prima di attentare alla salute del fratellino dopo la sua nascita, cerca di risolvere il problema alla radice. Via il dente (cioè i genitori) via il dolore.

Veniamo da una serie di notti con infiniti risvegli. Se prima la scusa erano i molari da mettere (sbavava come un cammello con pozzanghere di bava sul pavimento in ogni dove), adesso il motivo ci è ignoto: non c’è caldo, non c’è freddo, i denti dovrebbero essere a posto, di giorno è sereno come una Pasqua (tranne durante i suoi scleri quando gli si dice no). Insomma, di notte non trova ancora pace, e noi con lui.

Chiama la mamma. Di continuo: “Mammaaaaaa, mammaaaaaa!!”. E va avanti così fino a quando non si addormenta. Poi si sveglia e la richiama. A volte dice anche “no”. “Nooo! noooo!”, nel cuore della notte. Forse sogna, anche perché se gli parli non è proprio sveglio. L’unico modo che ho per calmarlo è dargli l’acqua quando la vuole (per farlo bere, non in faccia per svegliarlo), dargli la mano o accarezzarlo.

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Quando dai nonni diventa un santo

paperino angelo e diavoloDai nonni il gnappo dorme. Tutta la notte. Fino alle 9 e mezza di mattina. Me lo ha detto mio suocero. Io lo sapevo. Quello lì lo fa apposta per farci schiattare. In questi quattro giorni che ha passato da loro, mentre Anna era a Parigi, è stato un santo. Un angelo. Lo so io come fa. Lo conosco. D’altronde è figlio mio!

Nella telefonata di rito per sapere come andava il verdetto è stato inequivocabile: il nano ronfa tutta notte. Senza mai svegliarsi. Nel suo lettino (che è però nella stessa camera da letto coi nonni, mentre da noi ha la sua camera). Niente risvegli, niente acqua, niente lamenti.

Lui lo sa e coi nonni fa il bravo. Si mette la maschera da santarellino. Da nipotino adorato. Di giorno e di notte. E’ bravo, bravo, bravo. Certo. Aspetta noi due per tirar fuori il peggio di sè. Che culo eh?! Dovremmo essere contenti per avere in esclusiva questo trattamento.

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La sega elettrica e il trenino in arrivo

sega elettricaUno dei momenti più belli della giornata è quando metto a letto il gnappo. Soprattutto quando per addormentarlo non servono stratagemmi vari, attese interminabili, danze della pioggia, cullate infinite, canzoncine improbabili. A volte, dopo avergli messo il pigiama e averlo fatto strillare un po’ con la fisiologica sparata nel naso e l’aspira muco d’ordinanza per poi tranquillizzarlo col ciuccio, basta appoggiarlo nel suo lettino e abbandonarlo nelle braccia di Morfeo.

Ma l’altro giorno, dopo averlo messo a letto, dalla sua camera sono arrivati rumori strani. Sembrava ci fosse un treno in arrivo, preceduto da una sega elettrica. Il fischio era talmente bello che non ho potuto fare a meno di registrarlo a futura memoria.

Ecco il ronfatore da competizione in azione. Russa più di un orso in letargo.

ronfata con fischio ok

La mia nuova tecnica di addormentamento

Non lo dico troppo forte. Quindi shhhhhhhh. Ma in questa settimana il gnappo ha dormito tutta notte svegliandosi sempre alle 8. Ha frignato solo ogni tanto verso mezzanotte quando comunque eravamo ancora svegli. E poi basta. Si è fatto sentire al mattino. Dopo 10 mesi, cinque notti con sono ininterrotto. Evvai!

Forse casualmente ho trovato una tecnica di addormentamento che funziona. O almeno, mi sono illuso che sia quella. Ma crederci è confortante. Almeno fino a quando, quella stessa tecnica non funzionerà più. Il che può succedere in ogni momento, anche stanotte.

Comunque adesso faccio così: gli metto il pigiama sul lettone possibilmente (se non è possibile glielo metto sul fasciatoio e poi lo porto sul lettone). Attacco con “Alla fiera dell’est” e intanto gli faccio un po’ di coccole. Quando vedo che si vuole girare o si sta per incazzare (succede più o meno quando c’è il bastonechepicchiailcanechemordeilgattochesimangiòiltopo…) lo prendo in braccio e mi dirigo nella penombra verso il suo lettino. Poi lo corico e gli sparo in bocca il ciuccio.

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Gli 8 mesi di G. e l’inserimento in arrivo

Eccoci all’ottavo complemese. Con prove di gattonamento incluse. Il gnappo è uno spettacolo. E’ super interattivo, ormai ha abbandonato la tetta quasi completamente (ancora non sa quanto gli mancherà. Prima che una donna gli faccia ancora ciucciare una tetta gratis ne passerà di tempo!) e si spara due pappone al giorno, più yogurt e frutta omogeneizzata varia. Ogni tanto bigna un po’ per mangiare. Dipende dalle volte.

Ride sempre. Non so da chi abbia preso. Io non sono un musone, ma né io né Anna, abbiamo mai riso così tanto, neanche da piccoli. Se vede qualcuno che non conosce la prima cosa che fa è sorridergli. Se poi qualcuno gli dà attenzioni, è fatta. Conquistato.

Anche col sonno sembra che stia migliorando (non lo dico troppo forte però, ssssssshhhhhhhhhh). Invece delle solite 4 volte per notte, ultimamente ne sta facendo una o due, con ronfate mattutine record fino alle 9.20. Si sveglia di solito verso mezzanotte o l’uno (se va bene siamo ancora svegli) perché ha perso il ciuccio, e poi una volta verso l’alba. Pian piano si sta sistemando. Vedremo quando andrà al nido.

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Le ultime parole famose: “I neonati non hanno vizi”

Al corso preparto mi avevano detto che i neonati non hanno vizi. Il loro cervello non è ancora sviluppato per fare i capricci e se piangono vuol dire che hanno un bisogno reale. Sarà… Ma allora perché il pupo sempre verso l’ora di cena piange disperato senza un apparente motivo? Mangiare ha mangiato, il pannolino è pulito, e lui si dispera. Tra l’altro con un tempismo perfetto: proprio quando noi ci siamo seduti a tavola. La prova del 9 è che appena lo tiri su per prenderlo in braccio, lui smette all’istante. Stronzetto.

Abbiamo provato a lasciarlo piangere, poi quando proprio è sull’orlo di una crisi di nervi lo prendo in braccio e mangio con una mano sola. Lasciamo passare il primo mese di vita e poi se non si mette in riga gli facciamo il metodo “fate la nanna”. Bimbo avvisato…

Il problema sono sempre le poppate. Le ragadi si sono fermate, ma lui non ciuccia ancora bene. Ha fame, si attacca come riesce, da due ciucciate e si addormenta. Difficilmente riesce a svuotare una tetta. La sequenza è: pianto, tetta in bocca, addormentamento quasi istantaneo. Risultato: dopo circa due ore (ma spesso anche meno) ha fame. Possibile che non riesca a mangiare tutto in una volta sola?!

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