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Nomen omen

hi my name is nomeNon sappiamo quando arriverà né come si chiamerà. A pochissimi giorni dal parto direi che è un bel risultato. Come diceva il frate che ci ha fatto le pratiche dopo il corso prematrimoniale: “Per chiedere i documenti c’è tempo!”, salvo scoprire che a pochi giorni dal matrimonio di tempo non ce n’era più e rischiavamo quasi di non sposarci. “Ma c’è tempo!”, diceva lui…

Il nome è un casino. Io invidio profondamente quegli amici che nella loro vita sanno già quanti figli faranno, di che sesso saranno e come si chiameranno. Una mia amica aveva già deciso i nomi dei suoi tre bambini ancora prima di rimanere incinta del primo.

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Baby calciatori e baby veline

calcioSiamo ancora in clima Mondiali, nonostante la meritata batosta. Ieri, ancora un po’ incredulo e arrabbiato dopo l’uscita dell’Italia, guardavo il gnappo mentre in casa giocava a palla. Devo ammettere che ha i piedi buoni. Almeno il sinistro, visto che lui è mancino. Giocare a pallone gli piace. E’ il suo gioco preferito, almeno per adesso.

Si mette sotto la cucina, mi dice di andare davanti a lui a qualche metro di distanza (“lllììì!” è l’ordine insindacabile), e poi ci mettiamo a palleggiare. Lui ci sballa proprio con la sua “lalla”. Per fortuna è piccola e morbida e di danni in casa non ne ha ancora fatti il nostro mini-pallonaro.

Non so da chi abbia preso questa passione, visto che ha un papà che di calcio non c’azzecca niente. Non gli ho insegnato io a giocare e non potrei farlo più di tanto, visto che sono sempre stato una schiappa (di solito ero l’ultimo scelto in squadra e finivo in regolarmente visto che nessuno ci voleva andare). Il gnappo invece ci prende. Ha mira e tira delle belle fucilate. Continua a leggere

I terrible two si avvicinano

ciuchinoE’ arrivata una nuova cazziata dall’asilo. Perché il gnappo sembra essere sempre più mulo. Le ultime sono: “Non mette a posto i giochi e non mangia da solo”. Perfetto, la tecnica del gambero è tornata in azione. Ora, a me viene anche un po’ da ridere per non piangere. Perché se già all’asilo le maestre cominciano a dire che non va bene, immagino alle elementari e alle medie. Il buongiorno si vede dal mattino.

Adesso ogni volta che vado a prenderlo all’asilo c’ho un po’ di patema. “Avrà fatto il bravo oggi?”, mi chiedo tra me e me. E incrocio le dita. Sì perché non è una bella sensazione andare a prenderlo e sentirti dire dalla maestra: “Tuo figlio non fa niente”. E mentre te lo stanno dicendo, lui fa lo gnorri e cerca di buttarsi tra le tue braccia. Annamo bene!

Così, un povero papà, esce dalla porta, in un pomeriggio qualsiasi, annichilito, con le orecchie basse e con la promessa: “Ci lavoreremo anche a casa, adesso gli faremo mettere a posto i giocattoli e lo faremo mangiare da solo”. Fosse facile. Meno male che dopo l’asilo c’è il parchetto. Per dimenticare la cazziata l’ho subito sguinzagliato e me lo sono sbaciucchiato un po’ mentre gli davo la merenda sulla solita panchina: un bicchiere di latte e una banana.

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Giochi tra maschi

matrix agente smith cimiceUno dei momenti più belli della giornata è quando riesco a giocare col gnappo sul tappeto. Ovviamente un gioco “da maschi”, più o meno sempre una lotta, dove lo prendo, lo ribaldo, lo saccagno un po’. E lui sembra apprezzare, anche se, quando esagero e mi avvicino troppo velocemente alla sua faccia, parte lo schiaffone. Ma ci sta tutto, in questi casi me lo merito.

Altre volte invece è lui ad attentare alla mia incolumità fisica. Soprattutto nelle parti intime. Così, quando siamo sul lettone a giocare, o sul tappeto per terra e lui si avvicina a gattoni con fare “minaccioso”, devo subito mettere le mani a conchiglia per proteggere i gioielli di famiglia. Non lo fa apposta, non ha cognizione, ma quando ci mette il piede sopra, o magari si butta indietro con la capoccia, colpendomi proprio lì, la castrazione fisica è a un passo. Credo sia una delle tecniche innate dei bambini per rimanere figli unici. Una specie di istinto di cui li ha dotati la natura.

Nei nostri giochi da maschi a volte ci azzanniamo. Solo che lui non riesce a fare piano e dà dei morsiconi da urlo. Con quei quattro dentini aguzzi mi lascia il segno su mani e braccia. E per fargli mollare la presa non basta dire ahia. Devo provare a togliere la mano, ma lui, come un pitbull continua ad azzannare, con effetto al limite della scarnificazione. E’ più facile farsi male giocando con un bambino di 16 mesi che in un match di wrestling.

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Le iene

le ieneDa papà ho il dovere di mettere in guardia mio figlio dal genere femminile. Che anche lui sta iniziando pian piano a conoscere. Come l’altro giorno, quando l’ho portato al nido. Appena entrati si sono avvicinate all’ingresso quattro piccole pettegoline duenni.

Lui le guardava dal passeggino, quasi intimorito da cotanto cromosoma XX e si è ammutolito. “Fai ciao con la manina!”, gli ho detto io prendendogli la manica del piumino. Dopo due secondi, mentre loro lo guardavano con il musino affacciato al cancelletto e quell’istinto innato da mini-mammine, lui ha sganciato un mini-rutto. Bravo tato, cominci a imparare. Le donne si trattano così.

Ieri invece ci siamo trovati a un pranzo dove c’erano altre bambine. (Chissà poi perché al mondo ci sono più femmine che maschi… La natura incentiva la poligamia per la conservazione della specie? Mmm…). Queste erano più grandine, dai 4 ai 6 anni.

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Il primo due di picche

Il week end nonnifero è andato bene. I miei sono stati super contenti di avere il pupo in casa ed erano già tristi domenica per quando saremmo andati via. Anna è riuscita finalmente a lavoricchiare un po’ (si era portata dietro il suo pc) e io a fare le mie cose. Siamo anche usciti sabato sera con due miei amici a mangiare la pizza (senza gnappo al seguito) e poi in un bar. Sciambola!

Ma la scena più divertente si è vista domenica pomeriggio quando siamo andati a bere un caffé con due miei amici che hanno una bimba di quasi un anno. Quando io e l’altro papà abbiamo preso in braccio i rispettivi pargoli e li abbiamo messi uno davanti all’altro ho capito che il rimorchiare non ha età.

Giacomo ha quasi subito capito che quell’essere davanti a lui era più o meno un suo simile e si è messo a fare versi esaltati come mai prima d’ora. Si vedeva che aveva voglia di comunicare con la mini-esponente del gentil sesso che aveva davanti. A dir la verità sembrava che ci provasse proprio! Voleva a tutti i costi attaccare bottone a suon di gggghhhhh, ghhheeeee, urletti e tutto il suo campionario di articolazioni vocali degne di un 4mesenne. E non la lasciava un secondo con lo sguardo.

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Donne e forum, un po’ di considerazione per i maschi please!

I problemi tra uomo e donna sono spesso causati dall’incomprensione reciproca. A volte maschi e femmine viaggiano su binari paralleli. C’è però un modo per capire meglio l’universo femminile. E’ semplice e lo consiglierei a tutti i colleghi maschi: amici, leggete i forum di donne su internet. Vi si aprirà un mondo.

A volte seri e impegnativi, altre assurdi e melensi, leggendo i vari commenti lasciati dalle donne 2.0 nelle varie discussioni ci si può fare un’idea generale di come funziona il complicato macrocosmo del cromosoma XX.

Ho notato che le donne su internet sono una potenza. Si consigliano, si confortano, si incoraggiano a vicenda, si scambiano complimenti e soprattutto scrivono tanto e di tutto.

Dalla stitichezza al sesso anale, dalla contraccezione alla gravidanza, passando per la masturbazione e i problemi di coppia. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta per capire come la pensano le donne (non tutte certo, ma comunque un campione significativo). Continua a leggere