Lo smerdazzo in Autogrill

kiwi“Vuoi in kiwi?”. “Sì”.

E fu così che dopocena, dai nonni, dopo aver mangiato la pizza, il gnappo si sparò un kiwi intero che di solito non mangia mai. La domanda era arrivata da mia suocera. Lui poi, per fare il pirla, si è anche scoperto la pancia davanti a tutto il parentado, in quella che era stata la nostra veloce e improvvisata visita domenicale.

Dopo i saluti ci mettiamo tutti e quattro in macchina, pronti per quel viaggio infinito che ci avrebbe riportato a Milano a notte fonda.

Tutto procedeva bene. The Second crollato nel sonno dopo il primo semaforo, il gnappo sveglio ma quieto. Ma l’imprevisto era dietro l’angolo e, come dice il nome steso, imprevisto.

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In cucina io starò…

gnappi sul divanoUno dei piaceri della giornata è svaccarmi sul divano la sera insieme al gnappo a guardare i cartoni animati. Di solito prima di cena, verso le 6. Accendo la tv, scanalo i titoli nell’hard disk pieno di vecchi cartoni Disney e via. Ogni tanto ci raggiunge anche Tatteo che smette di piangere solo se lo metti coricato su un fianco con la testa appoggiata al mio braccio. Ovviamente ciucciomunito. Altrimenti parte la sirena.

Al gnappo i cartoni piacciono. Essendo lui un abitudinario (tutto suo padre) va in fissa con alcuni titoli che guarda fino alla nausea. E anche in questo va a periodi.

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Abbattere il muro della leucemia, l’albero di Massimo

Bosco di FedeC’è un nuovo albero nel Bosco di Fede. Lo ha piantato Massimo, un papà che insieme a sua moglie sta affrontando una delle prove più difficili della vita, di quelle da togliere il fiato.

Non serve aggiungere altro alle sue parole. La vita, a volte, ci mette davanti a muri che sembrano insormontabili e senza senso. Ma la luce in fondo al tunnel prima o poi arriva. Il buio non può avere l’ultima parola. Fatti come questi ci mettono davanti al mistero della vita e al suo senso. E ci fanno guardare il mondo da un’altra prospettiva. Almeno parlo per me.

Grazie Massimo per il tuo albero. Ti siamo vicini e tifiamo tutti per il tuo The Second. Ricambio l’abbraccio, forte.

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Le mamme non si possono ammalare

parlamentoIl parlamento dovrebbe varare una nuova legge: abolire il diritto delle mamme ad ammalarsi. Le mamme non si possano ammalare, hanno il dovere di stare sempre bene.

Lo dico perché Anna si è presa l’influenza con febbre alta. Il gnappo pure. The Second ha la tosse. E io anche. Ma noi due almeno senza febbre. Panico totale.

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Sanremo, una famiglia con 16 figli

famiglia anania 16 figli sanremo16. Sedici. S-e-d-i-c-i.

A Sanremo è passata sul palco la famiglia Anania, una famiglia con 16 figli, la più numerosa d’Italia: il più grande ha 20 anni e l’ultima è nata nel 2013.

“Siamo un’opera di Dio, grazie al Signore, grazie allo Spirito Santo”, ha detto il capofamiglia (caposquadra?!) Aurelio, che con la moglie Rita tira su la famiglia “con la collaborazione dei figli più grandi. Il Signore provvede”.

Alla faccia della Provvidenza! Il pubblico era abbastanza sbigottito, io pure, perché se con due figli, uno di tre anni e uno di due mesi, ogni tanto mi lamento, con 16 come fai?

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Il bagnetto di The Second

bagnettoQuesta volta il waterboarding non l’abbiamo fatto. Si vede che con il secondo figlio ci abbiamo preso la mano… Ma il bagnetto di The Second è sempre una bella prova. Primo perché lui strilla come un matto. E poi perché adesso non siamo più solo io e Anna impegnati nella procedura di toeletta. Adesso c’è anche il gnappo che segue come un’ombra il fratellino e vuole fare qualcosa anche lui.

Ieri sera sono tornato a casa a un’orario decente. “Ma se gli facessimo il bagno prima di cena?”, ha azzardato Anna. Ok, le dico, anche perché preferisco esserci anch’io visto che un paio di mani in più possono sempre servire. E’ lei che lo lava però un minimo di assistenza (anche solo in “spirito” visto che io non faccio nulla) può sempre fare comodo.

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Il ritorno degli Jedi

ritorno jediSiamo quasi a due mesi di The Second. Come sempre il tempo vola. E quando Anna emigra per 10 giorni dai suoi con i due nani, il tempo vola ancora di più. Perché poi quando tornano la domanda sorge spontanea: “E questi figli di chi sono?”.

Tutti e due infatti sono cresciuti di bestia. Il piccolo è quasi irriconoscibile, il grande ha nuove espressioni facciali. E il non vederli per un po’ di giorni fa sempre uno strano effetto. Sicuramente dà la carica per goderseli ancora di più, salvo stancarsi dopo una mezza giornata di full immersion. Ma ce la possiamo fare.

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