Sulla pista ciclabile della Martesana, una giornata tutti in bici

pista ciclabile martesana con i bambini (9)L’autunno scorso abbiamo scoperto la pista ciclabile della Martesana dove poter andare a fare dei lunghi giri in bici con i gnappi. Che per chi non fosse di Milano, la Martesana è un piccolo naviglio che scorre a nord della città, progettato da Leonardo e finito alla fine del 1400, che va fino a Trezzo d’Adda. Lì c’è una mega pista ciclabile che congiunge Milano a Lecco, passando per paesi carini che costeggiano tutto il naviglio, attraversando parchetti per bambini, mercatini, alberi, un mulino, pantegane, papere che sculettano e che pedalano allegramente nell’acqua.

La cosa bella è che riusciamo a raggiungere la pista ciclabile uscendo di casa in bici, cercando di lasciarci alle spalle il più in fretta possibile il casino e dalle macchine della città, e dopo pochi chilometri imboccando la zona riservata a bici e pedoni su via Melchiorre Gioia dove inizia il percorso. Poi da lì è tutta una biciclettata in piano, passando per Vimodrone, Cologno Monzese, Cernusco sul Naviglio, la bellissima Gorgonzola (sì, quella del formaggio e del mercante del Manzoni), fino a Crespi d’Adda, Trezzo d’Adda e volendo, per chi ha gambe e voglia, fino a Lecco.

Visto che il tempo è stato clemente negli ultimi due weekend abbiamo preso su le bici e di domenica siamo andati a pedalare. Domenica scorsa ho fatto lo sportivo e mi sono avventurato da solo con i gnappi.

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“Non avrete il mio odio”, incontro con Antoine Leiris

Antoine Leiris Non avrete il mio odioEra da tanto che non andavo a una conferenza. O alla presentazione di un libro. Lo facevo anni fa, poi il tempo da dedicare alla “cultura” è diminuito, gli impegni sono aumentati, e spesso quello che può sembrare un incontro interessante, a volte si dimostra un pacco.

L’altro giorno mi è arrivata la mail della Fondazione Corriere della Sera (sono iscritto alla newsletter, gli incontri sono gratuiti e di alto livello). Prima che arrivasse il gnappo ci andavo ogni tanto e mi erano sempre piaciuti. Adesso quando c’è qualcosa di carino vorrei andare, ma poi, il senso di “responsabilità” mi fa tornare a casa dopo il lavoro. Perché anche la famiglia ha bisogno del suo tempo e la “cultura” può anche aspettare. (Di solito il parterre di questi incontri è composto quasi sempre da persone agées).

Ma quello di venerdì scorso non era un incontro come gli altri. Almeno per me. Ci sarebbe stato Antoine Leiris. Un nome che a molti non dice nulla, fino a quando non viene associato a una frase, che è mi è rimasta dentro dopo gli attentati di Parigi: “Non avrete il mio odio“.

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Fratelli

Di che reggimento siete fratelli?
Parola tremante nella notte
Foglia appena nata
Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità
Fratellignappo e the second

Se c’è una cosa bella è vedere tutti i giorni quei due lì. Uno grande e uno piccolo. Uno di quattro anni e uno di quasi un anno e mezzo. Diversi. Diversissimi in tutto. Ma che si vogliono un gran bene, anche se non perdono occasione di saccagnarsi come si deve.

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Lettera a un neo papà

Ulisse e le sireneCaro neo papà,

     sì, proprio tu che mi hai scritto l’altro giorno e che sei da poco diventato papà di un bellissimo maschietto. Ti scrivo perché ogni tanto mi piace passare per quello esperto che dispensa consigli a destra e a manca, anche quando non sono richiesti. Ti scrivo anche perché sono un po’ sadico e vorrei subito metterti in guardia su cosa vuol dire essere papà.

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Diritto al cazzeggio

homer cazzeggioRivendico il mio diritto al cazzeggio. Perché il cazzeggio fa parte della mia vita. O almeno, lo faceva prima che venissi risucchiato in una spirale che mi ha portato a ridurre asintoticamente il tempo per il mio cazzeggio quotidiano.

Quando ho scritto il primo post su questo blog avevo tanto tempo per cazzeggiare. Al lavoro ovviamente, perché se no che gusto c’è a cazzeggiare nel tempo libero? Sarebbe un controsenso… Poi, da circa un anno, più o meno da quanto è nato The Second, il mio cazzeggio è cambiato, si è ridotto gradualmente fino a scomparire.

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Asilo nido vs scuola materna

cartello scuolaC’era una volta l’asilo nido. Quello dove andava il gnappo. E quell’asilo nido c’è ancora per fortuna visto che ora ci va The Second, che, da bravo secondogenito sta dando un bel po’ di filo da torcere alle maestre, visto che lui sa mettere in riga le persone che gli capitano a tiro. Non si scherza con lui, sa quel che vuole e lo vuole a tutti i costi.

Adesso per il gnappo c’è l’asilo. O meglio, la scuola materna. O scuola dell’infanzia come si chiama adesso. Perché i ministri dell’Istruzione sono sadici e ad ogni governo ti cambiano le carte in tavola. Ma vabé.

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Una giornata tra Peppa Pig e trenino Thomas

leolandia_45_11Non è facile affrontare il weekend quando hai le balle girate. Quando vorresti sparire, prenderti del tempo per te stesso, salire su un treno e partire per chissà dove, giusto per riordinare un po’ le idee. Quando hai davanti il buio e vedi tutto nero bisogna mantenere la calma. Non fare gesti inconsulti. Portare pazienza. E non sempre è facile.

Ci ho provato un paio di settimane fa, subito dopo la Festa del Papà, quando avevo i nervi a fior di pelle e il morale a terra per una serie di motivi che ancora non ho capito bene quali. Però, arrivato il venerdì sera, c’era da impostare il fine settimana con i gnappi e Anna. E lì per lì io avrei voluto passarlo in casa tutto il tempo, con il muso lungo senza rivolgere la parola a nessuno.

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