La famiglia è bella perchè è varia: com’è la vostra?

Di recente Anna è stata a casa di una sua collega, con cui sta lavorando per un progetto, che ha 4 figli: uno di 5, uno di 3 e due gemelline di 3 mesi. Mi è tornata a casa sconvolta. La mamma, nonostante una delle due gemelline piangesse disperata, l’ha lasciata al suo destino e ha continuato a lavorare come se niente fosse. Anna, immagino, presa dall’istinto materno, se avesse potuto sarebbe andata lei di là ad attaccarsela alla tetta per farla smettere.

“Con 4 figli è normale”, le ho detto io. “La tua collega mica può impazzire, sarà un po’ come nelle famiglie di S.o.S Tata, ognuno al suo destino, vedrai che cresceranno benissimo!”.

In sintesi: questa mamma ha 4 figli piccoli, (di cui due gemelle piccolissime), sta lavorando di brutto, suo marito non c’è mai perché lavora in un hotel quindi non ha orari, ha i suoceri a 600 km di distanza e i suoi genitori a 150 km. Anche se non la conosco immagino che la sua sia una famiglia straordinaria e felice.

Continue reading

Una mail di fine giornata e un bagnetto mancato

Dopo la giornata campale mia e di Anna alle prese con la casa ecco la sua mail riassuntiva delle 00.20 che mi è arrivata mentre ero al lavoro.

Le avevo detto di andare a letto presto, visto che aveva dormito pochissimo la sera prima, ma come sempre né io né lei ci riusciamo mai. La mail segue una telefonata in cui non siamo quasi riusciti a parlare perché Giacomo urlava come un matto (ma non piangeva, provava solo la sua potenza vocale con urli animaleschi)…

—-Messaggio originale—-
Da: Anna 
Data: 16-mag-2012 00.20

A: Federico

Ogg: programma di domani

Continue reading

La mia portinaia e il gas nervino

Mi sveglio dopo 5 ore di sonno. Accendo il cellulare e ci sono due avvisi di chiamata delle 8.32 e 8.35. E’ la ditta dei cessi della casa nuova a cui non è arrivato il numero di Cro del bonifico e che doveva spedirci tutto il materiale dei bagni in giornata. Per simpatia tirano giù la roba dal camion. Mi incazzo come una iena visto che per quella consegna avevo mobilitato mezzo mondo e che il bendetto Cro l’avevo mandato la sera prima. Richiamo. Dopo un mio “se oggi non arriva il materiale siamo nella merda”, l’impiegata si impietosisce e prova a rimediare.

Anna intanto va alla casa nuova per controllare che tutto arrivi e sia tutto a posto. Io resto in casa col pupo che alla mattina è sempre sveglio come uno del Movimento 5 stelle. Un grillino. Per fortuna mi si addormenta verso le 9.30. Giusto il tempo di fare un po’ di cose mie. Dopo meno di mezz’ora suona la portinaia. E’ arrivato l’ennesimo pacco di libri ordinati online da Anna.

Continue reading

Festa della mamma 2012, auguri a tutte

Eh sì, di mamma ce n’è una sola. E per fortuna!! E quindi che dire… Buona festa della mamma a tutte le mamme. Che se non ci foste voi bisognerebbe inventarvi. Mamme d’antan, mamme casalinghe o manager, mamme in dolce attesa, mamme già nonne, Milf o illibate (ehm.. no, questo è un paradosso).

Mamme di tutto il mondo unitevi! Mamme du du du, in cerca di guai (ah no, quelle erano donne). Mamme alla riscossa, mamme che si fanno un mazzo così dalla mattina alla sera, mamme affezionate a quella gonna un po’ lunga (sì, questa era una mamma), mamme che si fanno la french perché hanno 8 baby sitter e a loro glie fà un baffo la maternità, mamme che la sera crollano stremate a letto.

Mamme uniche, mamme insostituibili, mamme bellissime perché son tutte belle le mamme del mondo. Mamme stronze, mamme dolcissime. Mamme felici o mamme giù di morale.

Insomma, a voi, mamme di qualsiasi tipo, forma o dimensione, di qualunque etnia, religione o età. Buona festa della mamma!

NB. non che io ami particolarmente queste feste (della mamma del papà, dei nonni, degli zii, dei cugini, del nipote del portinaio, delle streghe o degli innamorati), ma tutto serve per far girare l’economia no?!

L’ultima pesata al nostro consultorio

Ultima pesata di Giacomo nel nostro consultorio di fiducia. Ultima perché se tutto va bene tra un po’ ci trasferiremo nella nuova casa e cambieremo anche consultorio. In questo ci siamo davvero trovati bene. Io ero scettico all’inizio, non mi sentivo  a mio agio le prime volte. Poi, dal corso preparto al corso allattamento, fino alle pesate del gnappo e le istruzioni per migliorare l’attaccamento al seno, ho cominciato ad apprezzarlo.

Abbiamo trovato delle operatrici brave, professionali, umane, praticamente delle seconde mamme. Quando all’inizio Anna aveva problemi con le ragadi la chiamavano al cellulare per sapere come stava. Insomma siamo stati fortunati. Per una volta sono rimasto contento del servizio della Sanità pubblica. E mi sembra giusto riconoscerlo pubblicamente. Speriamo di trovarci altrettanto bene nel nuovo consultorio.

Continue reading

L’importanza di condividere le cose

Ieri sono riuscito a far incazzare Anna. Che poi lei non sbraita mai, ma tiene tutto dentro e le vengono i lacrimoni. Quando io le chiedo “cosa c’è?” lei risponde “niente”, ma ormai fiuto al volo che è arrabbiata.

In questo periodo, sia io che lei, stiamo facendo duemila cose. E i momenti liberi per stare insieme e parlare un po’ si stanno riducendo notevolmente. E’ dalla settimana scorsa che tra una cosa e l’altra non riusciamo a cenare insieme. E rischiamo di non farlo ancora per tutta la settimana.

Ieri avevo un mezzo evento (rivelatosi poi fuffa) al quale dovevo presenziare. Quando le ho detto: “Stasera devo andare là, mangio fuori”. Lei allora ha sbottato: “Non ci vediamo mai!!”. Così ho provato a giustificarmi, che sarei stato fuori solo per un’oretta al massimo, ma niente. Era sempre arrabbiata e quando ho provato a guardarla negli occhi, quegli occhi erano lucidi.

Continue reading

Ed arrivò il suo quarto complemese

Oggi Giacomo compie 4 mesi. Ormai non sta quasi più nella culla dell’Inglesina. E’ abbastanza gigante. Ride che è un piacere, mangia ad minkiam, come vuole lui, dorme abbastanza. Diciamo che non è un rompiballe. Anzi. Sentendo i racconti in giro è davvero un dormiglione. E poi è simpatico. Sorride sempre.

Tranne quando si sveglia dopo il pisolino. Lì allora lancia urla disperate come se lo stessero scannando. Anche il pianto è meno da bebè e sta diventando più umano. Gli piace invece un casino giocare con la palestrina sdraiato sul suo tappeto. Quello con la pista dell’Ikea che ad Anna fa schifo ma a me, per 10 euro, e per l’idea che tra un po’ ci giocheremo con le macchinine vere, alla fine non dispiace.

Quattro mesi fa, verso le due del pomeriggio eravamo in sala parto. E un’infermiera me lo sgnaccava in braccio dopo il primo bagnetto. Sono passati solo quattro mesi. E lui già non sta più nella culla. Spero non cresca sempre così in fretta. Ma so già che non sarà così.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...