L’acquario civico di Milano, orari e pesci

acquario civico milano peschiDa quando ho visto Nemo il mio sguardo sui pesci in acquario non è più lo stesso di prima. Però non troppo lontano da casa nostra c’è l’Acquario civico di Milano e mi faceva brutto non portaci il gnappo. Il problema sono gli orari. E’ aperto fino alle 17.30 e per riuscire ad arrivare in tempo mi ci dovevo fiondare subito dopo aver ritirato il nanetto all’asilo.

Ovviamente andando in bici, giusto per non beccare la multa da ZTL e impazzire per il parcheggio.

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Sogno di tradire mia moglie

sogno tradimento schieleC’era una manifestazione a Milano. Di quelle oceaniche, come non l’avevo mai vista prima. Un corteo pieno di gente e di bandiere. Mi fermo a un incrocio, mentre la folla scorre verso il centro. A un certo punto incontro una ragazza. Lei è ad un banchetto pronta a unirsi alla manifestazione. Mi fermo a parlarle e ne sono subito attratto. E’ mora, sveglia, davvero carina. Ma dietro di lei intravedo delle bandiere di Forza Nuova. Le chiedo il perché di quelle bandiere, ma mi dice che non sono sue. Ci salutiamo.

La incontro più tardi. Non so esattamente dopo quanto. Ma siamo in una stanza, in casa di suoi amici. Si mette vicino a me, mentre sono sdraiato a letto e sto leggendo un libro a pancia in giù. E’ completamente nuda.

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I figli non sono come i cani

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Foto da Flickr

Odio la frase: “Quando anche voi avrete figli capirete” (che non ho mai detto e non dirò mai). Così come non dirò mai che “da quando sono papà sono cambiato”. Perché in fondo mi sento sempre lo stesso, anche se per certi versi il diventare genitori fa un po’ uno spartiacque per tante cose. Io però non mi sento né migliore né peggiore di prima. Sono sempre io, solo con un gnappo che fa tanto ridere, poco dormire e ogni tanto arrabbiare,

L’altra sera siamo andati a cena fuori con una coppia di amici. Loro stravedono per Momo e gli fanno sempre un sacco di regali. Praticamente sono un po’ come degli zii acquisiti, anche se non c’è parentela. Vedono quasi più loro il gnappo dei nonni veri, per dire.

Si conoscono da una vita, convivono da un po’ , ma di figli neanche a pensarci. Ognuno ha i suoi tempi. Però quando li vedo impazzire per il gnappo mi verrebbe da dirgli: “Ma perché non ve ne fate uno anche voi?”. Ovviamente rimane solo un mio pensiero che nonostante la nostra decennale amicizia mi tengo per me, visto che i figli, ad ogni modo, sono un argomento intimo, personale, delicato. In casa però hanno un cane che già gli da già abbastanza da fare.

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Il gas esilarante per il parto, e vai di ossido di azoto

corso pre parto buzziE via, si ricomincia. Siamo stati al primo incontro del nuovo corso preparto. In realtà il corso vero e proprio partirà a settembre e questa era solo una introduzione. Praticamente il corso pre pre parto.

The Second, detto anche “Il Nuovo” nascerà in un ospedale diverso da quello del gnappo. Dopo aver cambiato casa abbiamo optato per il più vicino. Così Anna ha scelto di smazzarsi un nuovo corso, un po’ per fare un ripassino del primo e un po’ per vedere com’è la struttura. Questo infatti è organizzato direttamente dall’ospedale, mentre il primo lo avevamo fatto al consultorio.

Al primo incontro, praticamente una mini conferenza su tutti i loro servizi e sul percorso che faranno le partorienti, sono andato anch’io. Mi ha fatto strano rivedere tutte quelle pance messe assieme. Non ero più abituato. Vedere donne di età diverse, outfit diversi, alcune accompagnate dai futuri papà e altre no. Mi piace la dinamica “scuola guida”, cioè quel momento in cui ti trovi con persone che mai e poi mai avresti conosciuto in vita tua. A parte il militare e le lezioni di teoria per dare la patente è difficile conoscere persone di tutti i tipi, dai neopunk ai radical chic, dai frikkettoni un po’ vegan ai fighetti di provincia. Il bello della maternità è che rende tutti uguali.

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Le 10 cose in cui mio figlio è più bravo di tutti

mio figlio è il miglioreE’ vero, i figli andrebbero incoraggiati, motivati, dando loro fin da piccoli la giusta autostima. Se fanno una cosa giusta è giusto applaudirli. Mai colpevolizzarli invece per un insuccesso.

Io cerco di sostenere il gnappo, di tifare per lui. Non so però se lo faccio abbastanza e nel modo giusto. Di solito la prendiamo con ironia. Di sicuro non siamo i genitori che dicono: “Mio figlio è bravissimo a fare questo, quello e quell’altro”. Perché genitori così ci sono. Quelli per i quali il proprio nano è da premio Nobel già a due anni. Il migliore in tutto.

Non so, forse sbagliamo noi a rimanere troppo con i piedi per terra. A non farci troppi film. Ad alzare un sopracciglio quando il gnappo fa il birichino e a non dirgli sempre: “Uh che bello, uh che bravo”. Perché lui, come tutti, ha già i suoi piccoli difetti. Ma ha anche i suoi pregi. E credo sia giusto ogni tanto riconoscerli.

Ho pensato quindi alle cose in cui Momo, a due anni e mezzo, è imbattibile. Quelle in cui è “il più bravo di tutti”, o almeno quelle che gli riescono davvero bene. Ne ho trovate 10.

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La depressione dopo il parto, l’albero di Sara

Bosco di FedeC’è un nuovo albero nel Bosco di Fede. E quello di Sara, che dopo il parto è stata poco alla volta avvinghiata da “montagne sempre più alte” che le oscuravano il futuro.

Non è mai facile parlare di depressione. Soprattutto dopo la nascita di un figlio, la cosa più bella e straordinaria che può capitare nella vita. Ma sono convinto che parlarne faccia bene: a chi scrive e a chi legge.

Grazie Sara per il tuo albero. Il bosco silenziosamente cresce, poco alla volta, senza fretta. Se volete piantare il vostro, la terra è qui.

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Ancora risvegli, ma lui è sempre in forma

duracell suppostaIl gnappo ha una strategia per rimanere figlio unico: vuole eliminarci fisicamente. Forse ha intuito che non resterà a lungo il reuccio di casa e, prima di attentare alla salute del fratellino dopo la sua nascita, cerca di risolvere il problema alla radice. Via il dente (cioè i genitori) via il dolore.

Veniamo da una serie di notti con infiniti risvegli. Se prima la scusa erano i molari da mettere (sbavava come un cammello con pozzanghere di bava sul pavimento in ogni dove), adesso il motivo ci è ignoto: non c’è caldo, non c’è freddo, i denti dovrebbero essere a posto, di giorno è sereno come una Pasqua (tranne durante i suoi scleri quando gli si dice no). Insomma, di notte non trova ancora pace, e noi con lui.

Chiama la mamma. Di continuo: “Mammaaaaaa, mammaaaaaa!!”. E va avanti così fino a quando non si addormenta. Poi si sveglia e la richiama. A volte dice anche “no”. “Nooo! noooo!”, nel cuore della notte. Forse sogna, anche perché se gli parli non è proprio sveglio. L’unico modo che ho per calmarlo è dargli l’acqua quando la vuole (per farlo bere, non in faccia per svegliarlo), dargli la mano o accarezzarlo.

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