Al pronto soccorso dove chi sta male guarisce da solo

col gnappo al pronto soccorso (3)Ore 19.30. Stavo tornando a casa in scooter. Squilla il cell. Da buon milanese imbruttito me lo infilo sotto il casco e rispondo ad Anna. Il tono è preoccupato. Mi chiama addirittura per nome. Il gnappo è caduto in monopattino tornando dal parchetto e ha preso una botta molto forte in testa contro l’asfalto. Si sta addormentando e non riesce più a camminare.

Ok, portiamolo al pronto soccorso. Per fortuna ero vicino a casa.

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Hansel e Gretel, una favola che adesso ti arrestano

Hansel e Gretel fabbri editoreAl gnappo piace quando gli leggiamo una favola, prima di andare a letto. Non sempre ce la facciamo perché spesso cazzeggiamo fino all’ultimo in sala. Dopocena, si fa tardi e il tempo per leggere viene biecamente soppresso.

Però ogni tanto ce la si fa e se The Second si è già addormentato, riusciamo a stare con lui per quel quarto d’ora di decompressione, leggergli la favola e poi farci raccontare cosa gli è piaciuto.

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Festa a tema Spiderman, idee per il compleanno del gnappo

Festa tema Spiderman

Festa tema Spiderman

E’ passata una settimana dal compleanno del gnappo. Per la prima volta, in occasione dei suoi quattro anni, ci siamo avventurati nel magico mondo delle feste a tema. E visto che l’Uomo Ragno è uno dei suoi supereroi preferiti abbiamo cercato di organizzargli una festa a tema Spiderman.

Prima di tutto dovevamo definire la location. Capire dove farla ‘sta benedetta festa. Quanti amici invitare ecc. Siccome è al suo primo anno d’asilo di scuola materna scuola dell’infanzia e non abbiamo ancora socializzato molto con i genitori dei suoi compagni di classe (praticamente l’entrata all’asilo è tipo una “consegna pacco”: saluti bidelle, saluti maestra, gli infili le pantofole e via) abbiamo invitato gli amici di “vecchia data”, alcuni del nido e un paio di figli di nostri amici (che sono anche suoi quindi). Dei 10 invitati hanno risposto all’appello in 6. Numero perfetto per due genitori antisbattimento.

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Desiderare il secondo figlio, l’albero di Ile

Bosco di FedeIo sono stato fortunato. Lo riconosco. Perché il gnappo e The Second sono arrivati tra noi senza fatica. Anzi. Il gnappo fin troppo presto, anche se, col senno di poi, non avrebbe potuto scegliere momento migliore. E se non ci avesse sorpreso così come ha fatto, probabilmente non ci sarebbe nemmeno The Second.

Quindi, a dir la verità, io non so come ci si senta ad “aspettare”. Ad essere pronti per accogliere una nuova vita che però tarda ad arrivare. Sia per la prima volta che per le altre. E non so se ci sia differenza tra la prima volta e le altre volte. In teoria penserei di sì. Perché – ipotizzo – attendere per la prima volta qualcosa che ancora non si è mai provato e che si vorrebbe con tutto il cuore forse è più “logorante”. Ma sono pensieri “da maschio” che certe cose non le può capire…

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Stupidera e incomunicabilità

stupidera

L’isola della stupidera

Non so se anche questa è una fase che col tempo scomparirà. Però a volte vorrei riuscire a parlare di più col gnappo. A comunicare con lui. A sapere cosa pensa e a fargli vincere quella sua profonda timidezza che diventa stupidera quando è a casa con noi.

A volte io e Anna siamo un po’ frustrati. Anche si tratta davvero di piccolezze. Ma anche su piccole cose vorremmo riuscire ad avere un po’ più di comunicazione da lui e con lui. Sembra di avere già un adolescente in casa…

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Il male esiste. La teodicea spiegata a mio figlio

Michelangelo,_Fall_and_Expulsion_from_Garden_of_Eden_00Succede così. Quando il gnappo si fa male se la prende con me. Ci mette un secondo a realizzare cosa è successo e poi all’inizio fa finta di nulla. Poi quando gli chiedo se si è fatto male inizia a piangere. Ma più dalla rabbia che dal dolore.

Poi si scaglia contro di me. Inizia a picchiarmi e a gridarmi “vai via!”. Anche se è lui che viene da me e non sono io ad andare da lui. Non riesco quasi mai a farlo smettere. Anzi, più gli chiedo se si è fatto male o cerco di alleviare il suo dolore lui si arrabbia ancora di più.

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La cacca molle

la cacca molle

Il gnappo ha un nuovo tormentone: la cacca molle. Che non è un virus gastrointestinale, per fortuna. E’ semplicemente la sua coglionaggine da asilo, che lo porta a fare il coglionazzo quando tu gli stai parlando, magari anche di cose serie.

Si diverte così, il cabarettista. Tirando fuori la sua parola magica per far arrabbiare noi e divertire lui. La cacca molle. Che poi la c sembra quasi una p e da caccamolle potrebbe essere anche pappamolle. Perché lui conia anche i neologismi. Sta di fatto che questa cacca ce l’ha sempre in bocca, metaforicamente parlando, si intende.

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