Masha e Orso, basta torture sugli animali in tv!

masha e orso lo C’è un altro cartone animato di Rai YoYo che dovrebbe mettere sul piede di guerra gli animalisti di mezzo mondo. Dopo Peppa Pig, che distorce la realtà sulle condizioni di vita dei suini, oltre che per i suoi messaggi subliminali, la nuova serie animata diseducativa per i più piccoli viene dalla Russia e si chiama Masha e Orso (Маша и Медведь). Il cartone animato, apparentemente innocuo, va in onda tutti i giorni sulla rete dedicata ai bambini e istiga le giovani menti a compiere violenze sugli animali.

Lo dice anche, velatamente, la sinossi del programma sul sito di Ray YoYo: “La serie si basa su una vecchia fiaba molto popolare in Russia in cui una bambina incontra un grosso orso a cui riesce a sfuggire. Qui è il grande Orso che sarebbe ben contento di poter sfuggire alla piccola Masha, che ogni giorno con la sua intraprendenza travolgente lo trascina suo malgrado in incredibili avventure e rischia spesso di farlo finire nei guai…”. Continua a leggere

Il cambio di cameretta

castelloSiamo ancora in giro per mobilifici. Dopo la libreria e la nostra camera da letto è giunta l’ora di rivoluzionare la cameretta del gnappo, più fratellino in arrivo. La mia funzione è abbastanza semplice: accompagno Anna in macchina, do il mio (inutile) parere, contratto sul prezzo. Per il resto fa tutto lei, dal progetto della camera, al modello dei mobili da scegliere (di solito quelli che le piacciono sono i più costosi, ma dai…).

Per ora abbiamo visto poco, ma l’idea c’è. Innanzitutto non fare la classica “cameretta dei bambini” con aeroplanini azzurri, nuvolette e sticker vari. Neanche armadi color pastello in tinta con i letti. L’idea è scegliere un armadio grande, abbastanza neutro, sul bianco, con magari degli inserti, ma niente di troppo “puffoso”.

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Errore di procedura

cascateStavamo quasi per spegnere la luce. Quando Anna ha avuto un flash. Uno sprazzo di lucidità improvvisa. Capita, forse, durante la gravidanza, quando il cervello femminile è in balìa degli ormoni. Poteva comunque capitare a tutti, anche se lei non è nuova a questi blackout mentali, come quella volta in cui a momenti mi incendia la casa.

Avevo già messo a letto il gnappo da almeno mezz’ora (adesso io e lui siamo nella fase idilliaca, vuole più me che la mamma, non so quanto durerà). Prima di addormentarsi continuava a girarsi. Ma non mi erano venuti particolari sospetti, visto che lui di solito è sempre sull’agitato. Le operazioni di lavaggio denti e messa del pigiama erano state fatte dalla mia dolce metà, come ogni sera. Quindi non c’era nulla di strano.

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Caro diario

diarioEravamo a un tavolino di un bar, a Verona, non lontano dalla casa di Giulietta, all’ora dell’aperitivo. Io avevo appena assaggiato il mio spritz e lei un analcolico alla frutta secco, quando ho scoperto che sapeva del mio blog da un paio d’anni. E in questi due anni non mi ha detto nulla. Niente. Neanche fatto intuire che lei sapesse qualcosa (o forse me l’ha fatto anche intuire, ma io in questo sono poco intuitivo).

Ci siamo guardati negli occhi. Io ero impietrito. Lei piuttosto sull’incazzato andante. Non sapevo cosa dirle. Le prima parola è stata monosillaba: “Ah…”. “Eh…”, mi ha risposto lei con uno sguardo di quelli che mi portano ad abbassare gli occhi, anche se, un po’ per orgoglio e un po’ per cercare aiuto nei suoi, cerco di resistere.

“Come sei ingenuo” è stata la frase che più mi è rimasta impressa. Ingenuo. Che è un modo elegante per non dire coglione. Come ho fatto a pensare di rimanere nell’ombra soltanto non mettendo foto mie, sue e del viso del gnappo… Non lo so. Ma all’inizio forse era più facile. Poi, pian piano, in tre anni di blog avrei dovuto immaginarmelo e uscire allo scoperto prima. E invece niente. Ho aspettato di essere con le spalle al muro e di trovarmi davanti a una scelta importante (quella del casting) per sputare il rospo. Tardi, troppo tardi.

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Decidere è decidersi

televisione

Foto da Flickr

La scelta non era facile. Soprattutto alla luce di quanto è successo lo scorso week end, quello del coming out con Anna. Ci ho pensato abbastanza, ho valutato tutti i pro e i contro, mi sono fatto i miei film, le mie seghe mentali, ne ho parlato anche con lei e alla fine mi sono definitivamente deciso.

Il casting era andato bene, me lo ha riconfermato la produzione via mail. Quindi la scelta era solo mia: partecipare al programma e andare in tv oppure mollare il colpo e passare la palla. Alternative non ce n’erano. Aut aut.

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Coming out

post it casa di giuliettaPrima di tutto grazie. Grazie a chi mi ha scritto, commentando o scrivendomi una mail, dandomi il suo punto di vista. Sapere come la pensano gli altri mi aiuta sempre molto, anche se poi ogni decisione è comunque personale.

Sono partito parlando di una scelta sulla mia partecipazione a un programma tv e siamo andati giustamente a finire sull’argomento “dire ad Anna del blog o no”. Le due questioni infatti, anche se diverse, erano abbastanza legate.

I commenti, su quest’ultimo dubbio erano tutti concordi. Meglio condividere con la persona a me più vicina che tenersi il diario “segreto” per sé. Nel week end ci ho pensato e mi sono deciso. Prima o poi, comunque, volevo dirglielo. Non mi volevo portare questo mio spazio personale (anche se condiviso con l’universo-mondo) nella tomba. Non sapevo quando, ma doveva succedere.

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Il casting, il dubbio, la scelta

 

casting numero okIl casting – Ieri ho fatto il primo casting televisivo della mia vita. Ancora non so come, ma grazie a questo blog sono stato contattato da una nota casa di produzione tv per partecipare a un docu-reality che sarà trasmesso prossimamente in uno dei primi sei canali del telecomando. Dopo una breve chiacchierata al telefono, ho dato l’ok per partecipare alla selezione nel ruolo di “opinionista”. E mi si è aperto un mondo, quello dei casting appunto.

Appena arrivato mi hanno fatto compilare dei moduli. Oltre alle generalità c’erano domande di ogni tipo. “Qual è la sorpresa più grande che potrebbe capitarti l’anno prossimo?”, “Ti ritieni una persona fortuna?”, “Cosa ti rende felice?” ecc. Poi mi hanno fatto un paio di foto (tipo quelle segnaletiche degli arrestati, davanti e di profilo), dato un adesivo con un numerino da appiccicarmi sul maglione e mi hanno fatto aspettare ai tavolini, davanti alle macchinette del caffè.

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